Influenza stagionale, cosa mangiare e quali integratori servono davvero

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con l'arrivo dell'autunno aumenta la circolazione dei virus respiratori e torna l'attenzione sul ruolo dell'alimentazione nella prevenzione dell'influenza stagionale. Il calo delle temperature, la maggiore permanenza negli ambienti chiusi e i contatti ravvicinati favoriscono la diffusione delle infezioni. Vitamine, minerali e integratori vengono spesso presentati come strumenti per rafforzare il sistema immunitario, ma le evidenze scientifiche distinguono il contributo dei nutrienti al normale funzionamento delle difese dalla capacità di prevenire concretamente una malattia. Una distinzione particolarmente importante per la vitamina C, considerata da generazioni uno dei rimedi più popolari contro il raffreddore.

Vitamina C e raffreddore: cosa dimostrano gli studi scientifici

Una spremuta d'arancia, un kiwi o un'insalata con peperoni possono contribuire all'apporto quotidiano di vitamina C. Questo nutriente svolge diverse funzioni fondamentali: partecipa alla produzione del collagene, contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, favorisce l'assorbimento del ferro di origine vegetale e sostiene il normale funzionamento delle cellule immunitarie. La sua presenza nell'alimentazione è quindi importante anche quando non compaiono sintomi respiratori. La convinzione che assumerne grandi quantità impedisca di ammalarsi, tuttavia, non trova un sostegno convincente negli studi condotti sulla popolazione generale.

Una revisione scientifica pubblicata dalla Cochrane ha analizzato 29 confronti clinici riguardanti complessivamente 11.306 partecipanti. I risultati non hanno mostrato una riduzione significativa del rischio di raffreddore nelle persone che assumevano regolarmente integratori di vitamina C. È emerso invece un beneficio limitato sulla durata dei sintomi, ridotta mediamente dell'8% negli adulti e del 14% nei bambini. Un risultato differente è stato osservato tra soggetti sottoposti a periodi di intenso sforzo fisico, come maratoneti e sciatori, per i quali l'integrazione ha prodotto una diminuzione del rischio di ammalarsi. Gli studi sull'assunzione iniziata dopo la comparsa dei sintomi non hanno invece evidenziato benefici costanti.

Gli alimenti che aiutano il sistema immunitario

Le difese dell'organismo dipendono da numerosi nutrienti che svolgono funzioni differenti. Secondo il National Institutes of Health statunitense, vitamine A, B6, B12, D ed E, insieme a minerali come zinco, ferro, rame e selenio, contribuiscono al corretto funzionamento del sistema immunitario. Una carenza può compromettere alcuni meccanismi di protezione e aumentare la vulnerabilità alle infezioni. Per questo motivo, un'alimentazione varia rappresenta il principale strumento per assicurare all'organismo un apporto adeguato di sostanze essenziali, senza concentrare l'attenzione su un singolo alimento presentato come particolarmente protettivo.

Frutta e verdura forniscono vitamine e numerosi composti antiossidanti, mentre legumi, cereali, pesce, uova e altri alimenti di origine animale o vegetale apportano proteine e micronutrienti. Anche la regolarità dei pasti e la varietà delle scelte alimentari contribuiscono a evitare apporti insufficienti. Un errore frequente consiste nel privilegiare prodotti arricchiti o supplementi trascurando la qualità complessiva della dieta. Gli integratori possono essere utili quando l'assunzione attraverso il cibo non è adeguata oppure quando viene individuata una carenza specifica, ma quantità superiori al fabbisogno non corrispondono automaticamente a una maggiore protezione contro i virus.

Integratori durante l'influenza: quando sono utili e quali limiti hanno

La decisione di assumere un supplemento alimentare richiede di distinguere le condizioni individuali. Le indicazioni dei National Institutes of Health sottolineano che correggere un deficit nutrizionale può favorire il funzionamento delle difese immunitarie, mentre nelle persone senza carenze l'aggiunta di vitamine e minerali generalmente non migliora la prevenzione delle infezioni né accelera la guarigione. Anche dosi elevate possono presentare inconvenienti, soprattutto quando vengono utilizzati più prodotti contemporaneamente. L'impiego di integratori deve quindi tenere conto dell'alimentazione abituale, delle condizioni di salute e delle eventuali terapie farmacologiche.

Per la prevenzione specifica dell'influenza, i Centers for Disease Control and Prevention indicano la vaccinazione annuale come principale misura per ridurre il rischio di malattia e di complicanze gravi. Il vaccino può inoltre attenuare la gravità dell'infezione nelle persone che si ammalano nonostante l'immunizzazione. L'agenzia sanitaria statunitense raccomanda particolare attenzione agli anziani, alle donne in gravidanza, ai bambini piccoli e alle persone con determinate patologie croniche. Tra le altre misure preventive figurano il lavaggio delle mani, una migliore qualità dell'aria negli ambienti chiusi e la riduzione dei contatti ravvicinati quando si manifestano sintomi respiratori.

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