Can Yaman torna in Spagna per le riprese, il caso droga non ferma "Il labirinto delle farfalle"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dopo giorni di polemiche e di voci diffuse dalla stampa turca, che lo avevano coinvolto, suo malgrado, in un'indagine antidroga culminata con un breve fermo e il successivo rilascio a Istanbul, Can Yaman è tornato in Spagna. L'attore, che aveva fatto ritorno in Italia rifugiandosi a Roma – dove si è fatto immortalare, quasi a sfida, davanti al Colosseo –, ha ripreso il suo lavoro senza ulteriori indugi. Le riprese de "Il labirinto delle farfalle", la serie tv in cui interpreta il personaggio di Kaplan, procedono dunque senza intoppi, segnando un netto distacco tra le accuse, da lui definite infondate, e gli impegni professionali che lo aspettano. Un ritorno alla normalità, o quantomeno alla routine delle troupe, che sembra voler chiudere, almeno simbolicamente, un capitolo spiacevole e mediaticamente ingombrante.
La replica social e le accuse alla stampa turca
A spezzare un silenzio che era diventato assordante, era stato un post su Instagram, dove Yaman, rivolgendosi direttamente alla stampa italiana, aveva tracciato una linea netta. “Cara stampa italiana, – aveva scritto – da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità! Però voi no!”. Una supplica, quella di non trasformarsi in megafono acritico di notizie provenienti dal Bosforo, che conteneva però anche una ferma difesa personale. L'attore si è domandato, con tono retorico, se avesse mai senso per una persona pubblica, in un periodo di retate a tappeto, frequentare locali notturni in compagnia di sostanze illegali, sottintendendo l'assurdità delle accuse. Una dichiarazione che, al di là delle specifiche giudiziarie, mirava a proteggere la sua immagine, messa a rischio da narrazioni che lui considera pretestuose.
Il fermo di Istanbul e il ritorno a Roma
L'episodio alla base della bufera risale al blitz delle forze dell'ordine turche in alcuni locali della città, un'operazione che ha portato a diversi arresti, fra persone comuni e qualche volto noto. Yaman, coinvolto in quel contesto, venne rilasciato dopo le formalità di rito, un dettaglio che, nella sua ricostruzione, confermerebbe la sua estraneità ai fatti più gravi. Il suo immediato rientro in Italia, percepito da molti come una mossa per prendere le distanze, è stato invece trasformato in una sorta di manifestazione di normalità: le foto nella Capitale, del resto, mostravano un uomo sorridente e tranquillo, lontano dall'idea del personaggio in fuga. Un modo, forse, per rassicurare il pubblico e i produttori, dimostrando che lo scandalo, per quanto rumoroso, non ne aveva intaccato la serenità né la disponibilità al lavoro.
La produzione va avanti, il gossip si accantona
La decisione di far ripartire l'attore verso la Spagna e il set della serie tv costituisce, in definitiva, la risposta più concreta a tutte le chiacchiere. La produzione de "Il labirinto delle farfalle", che non ha mai rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda, ha di fatto scelto di andare avanti, isolando il gossip e concentrandosi sul lavoro. Una scelta pragmatica, dettata dalle esigenze di un calendario di riprese serrato, che mette in secondo piano le polemiche. Per Yaman, si tratta di un ritorno alla dimensione che più conta, quella artistica, lasciandosi alle spalle una parentesi giudiziaria della quale, a oggi, non si conoscono sviluppi ulteriori e che lui, per primo, ha cercato di confinare nel regno dell'equivoco e della malafede.




