Olly, il successo misurabile e la paura dei riflettori
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A un anno esatto dalla sua pubblicazione, "Tutta vita" di Olly resiste saldamente nella top 10 degli album FIMI, un traguardo che il cantautore genovese, classe 2000, non considera come un semplice dato statistico ma come una conferma concreta del proprio percorso. “I traguardi digitali mi rendono contento, ma voglio quelli fisici”, ha dichiarato al Corriere della Sera, riferendosi ai due concerti sold out all’ippodromo di Milano dello scorso settembre, da lui definiti “la prova del nove, per dire che non sto vivendo qualcosa che non esiste”. È in quelle esperienze dal vivo, infatti, che trova la misura più autentica di un successo costruito lontano dai riflettori più invadenti, poiché, come ha lui stesso ammesso, “la televisione mi spaventa: non riesco ad averci a che fare”. Una ritrosia che, dopo la vittoria al Festival di Sanremo, lo ha portato a compiere una scelta in controtendenza: rinunciare all’Eurovision e deliberatamente limitare la propria presenza mediatica.
La nuova edizione: Tutta Vita (Sempre)
Questa nuova fase artistica si concretizza ora con l’uscita di “Tutta Vita (Sempre)”, una riedizione dell’album originale – già quattro volte disco di platino – arricchita da otto nuovi brani, cinque dei quali inediti. Si tratta di “Così così”, “Il brivido della vita”, “Come noi non c’è nessuno”, “Occhi color mare” e “Buon trasloco”, pezzi che i suoi fan stanno già facendo propri. L’operazione, prodotta da Juli, non è una semplice aggiunta ma un passaggio logico per un artista la cui opera, come un evidenziatore, passa su parole che parlano da un lato a una generazione specifica e dall’altro sanno occhieggiare a tutte le altre, ampliando la risonanza del suo messaggio.
Il lavoro dietro al successo e il tour
Nonostante la traiettoria ascendente, Olly tiene a precisare di non sentirsi un “miracolato”, sottolineando come “c’è tanto lavoro dietro” a una carriera che sta vivendo una crescita costante. A sostegno di ciò, prosegue senza sosta il “Tutta Vita Tour 2025–2026”, che sta toccando i palazzetti italiani con ben venti date già esaurite e che culminerà in un evento definito “storico”: il 18, 20 e 21 giugno 2026 l’artista farà tappa nella sua Genova, su un palco allestito nello stadio che riaprirà eccezionalmente le sue porte alla musica. Un appuntamento che segna un ulteriore, significativo, passo nella sua scalata al live performing.
Una strategia controcorrente e il desiderio di normalità
In un’epoca di iper-esposizione, la sua strategia appare dunque controcorrente, fondata su una ricerca di autenticità che privilegia il contatto diretto con il pubblico attraverso la musica e i concerti. “Ho 24 anni, sono un ragazzo che vuole fare il ragazzo”, ha affermato, delineando un desiderio di normalità che convive con le pressioni del mestiere. Tanto che, pur nel pieno di un momento così fecondo, non esclude una pausa riflessiva una volta concluso l’attuale tour, lasciando intendere che per lui la “festa” artistica possa anche conoscere dei momenti di necessario silenzio.




