Wimbledon, Kate incorona Sinner e consola Zverev: la royal family incanta il Centre Court
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Redazione Sport
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La finale maschile di Wimbledon, che ha incoronato Jannik Sinner per la prima volta nella sua carriera, si è consumata sotto lo sguardo attento e partecipe della royal family, con Kate Middleton a fare da madrina d'eccezione sul leggendario Centre Court. La principessa del Galles, infatti, ha presenziato all'atto conclusivo del torneo londinese indossando un abito di un elegante verde oliva, affiancata dai figli maggiori, il principe George e la principessa Charlotte, mentre il piccolo Louis, come da tradizione per certi eventi serali o particolarmente lunghi, è rimasto a casa.
La presenza dei reali, come sempre, ha rappresentato un momento di grande rilevanza per l'evento, che da sempre vanta un legame strettissimo con la corona britannica, e le loro reazioni a caldo hanno offerto spunti interessanti tanto per gli appassionati di tennis quanto per gli osservatori della vita istituzionale inglese.
Non è mancato, in particolare, il gesto di grande fair play da parte della futura regina, che si è alzata per applaudire il vincitore Sinner ma ha anche avuto parole di conforto per il finalista sconfitto, Alexander Zverev, dimostrando che a Wimbledon il valore sportivo si accompagna sempre a una profonda umanità e a un rigore cerimoniale che pochi altri eventi sanno mantenere.
Il momento magico dei principini e la sorpresa britannica
Prima che la tensione della finale maschile prendesse il sopravvento, i due principini hanno vissuto un momento che li ha visti protagonisti assoluti, quasi quanto i tennisti in campo, quando hanno incontrato la vera sorpresa di questa edizione del torneo: il giovane tennista britannico Arthur Fery, classe 2002 e attualmente tra le promesse più luminose del tennis inglese.
A differenza di altri anni, in cui l'attenzione mediatica si concentrava quasi esclusivamente sugli atleti già affermati o sul cerimoniale delle presentazioni, quest'anno i riflettori si sono accesi su questo 24enne di origini anglo-svizzere, che ha letteralmente "corteggiato" George e Charlotte con la sua simpatia e il suo entusiasmo contagioso.
Il principe George, che come molti sanno è già un piccolo grande appassionato di tennis e non nasconde la sua ammirazione per i campioni del circuito, sembrava particolarmente rapito dalle chiacchiere con Fery, tanto che gli osservatori più attenti hanno colto un momento di complicità che ha scaldato il cuore dei presenti nel Royal Box. Dal canto suo, Charlotte, con la sua consueta disinvoltura, ha ricambiato il sorriso del tennista, regalando una scena di spontaneità che ha alleggerito l'atmosfera solenne che di solito avvolge le presenze reali durante le finali dello Slam londinese.
Kate e Charlotte, due semi-raccolti perfetti per la finale
Oltre alla partita e al verdetto del campo, quello che ha catalizzato l'attenzione dei media e degli appassionati di moda e costume è stato il dettaglio dell'hairstyle sfoggiato da Kate Middleton e dalla principessa Charlotte, apparse con un semiraccolto morbido e romantico che sembrava disegnato apposta per due generazioni a confronto.
Madre e figlia hanno mostrato un look praticamente identico, con ciocche raccolte dietro la nuca e qualche ciuffo che incorniciava il viso in maniera spontanea e raffinata, una scelta che ha subito fatto pensare alla mano esperta dell'hair stylist di lunga data della royal family, Amanda Cook Tucker, che segue Kate sin dal suo ingresso a palazzo e che potrebbe aver studiato un look coordinato per le due reali.
La principessa, infatti, è nota per la sua fedeltà a determinati professionisti e per la sua capacità di adattare pettinature classiche a contesti moderni, trasformando un semplice semiraccolto in una dichiarazione di stile che unisce eleganza e praticità, qualità indispensabili per affrontare una giornata intera al torneo tra presentazioni, premiazioni e gli immancabili scambi di cortesia con gli altri ospiti illustri.
Non è la prima volta, del resto, che Kate e Charlotte si mostrano in sintonia anche dal punto di vista dell'estetica, quasi a voler suggerire una continuità ideale tra il passato e il futuro della monarchia, e questa scelta coordinata per la finale di Wimbledon ha confermato quanto l'immagine pubblica delle due principesse sia curata nei minimi particolari.
La doppia finale e il ruolo istituzionale della principessa
La presenza di Kate Middleton a Wimbledon non si è limitata alla sola domenica della finale maschile, ma ha abbracciato anche il giorno precedente, quando sabato 11 e domenica 12 luglio la principessa del Galles, che quest'anno ha compiuto 44 anni, ha assistito rispettivamente alla finale femminile e a quella maschile, confermando ancora una volta il suo ruolo di madrina dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club, l'organizzazione che gestisce il torneo.
L'istituzione del torneo londinese, infatti, prevede che la presenza reale nella tribuna d'onore non sia solo un vezzo cerimoniale, ma un atto dovuto che sancisce l'importanza di Wimbledon nel calendario sociale e sportivo britannico, e Kate, da appassionata di tennis quale è sempre stata, ha saputo interpretare questo compito con la giusta dose di autorevolezza e leggerezza.
Durante la finale femminile, il suo sguardo attento e i suoi applausi misurati hanno accompagnato le giocatrici in campo, ma è stato durante l'incontro maschile che la sua figura è emersa con maggiore evidenza, soprattutto nei momenti cruciali della premiazione, quando ha dovuto alternare il sorriso per il vincitore e la stretta di mano e le parole di conforto per il finalista sconfitto.
La scelta di indossare un abito verde oliva, un colore che si discosta dai classici toni pastello che spesso contraddistinguono il guardaroba reale, è stata interpretata come un omaggio alla freschezza dell'erba del Centre Court e una sottile dichiarazione di modernità, in un evento che, pur ancorato alla tradizione, sa ogni anno rinnovarsi e sorprendere il pubblico internazionale.




