Cecilia Sala torturata due volte
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Quasi sempre, quando un cittadino italiano viene imprigionato all’estero, la reazione più comune della gente è “poteva starsene a casa propria”. Ci secca l’idea che debbano essere spesi dei soldi per salvare qualcuno che si è andato a ficcare in una situazione complicata; del resto sono soldi nostri (pensiero che non ci sfiora quando vengono rubati da chi governa, ad esempio).
“Per andare al bagno bisognava indossare una benda. Aria? 10 minuti a settimana”: il racconto del carcere iraniano di Alessia Piperno. Su La7 “Nel settore 209 le condizioni non sono tra le migliori, non ci sono letti né il bagno in cella. Ogni volta che bisogna andare al bagno bisogna citofonare alle guardie che coi loro tempi ti vengono a prendere. Noi prigioniere eravamo obbligate a indossare una benda e metterla sugli occhi ogni volta che lasciavamo la cella”. È il racconto fatto a La7 da Alessia Piperno, la travel blogger che, come Cecilia Sala, è stata detenuta nel carcere di Evin, in Iran, nel 2022.
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto ieri, giovedì 2 gennaio, a Palazzo Chigi la mamma di Cecilia Sala. La giornalista è ancora rinchiusa in un carcere in Iran. E, stando a quanto si apprende, le sue condizioni di detenzione sarebbe fuori da ogni logica dello stato di diritto. La madre della ragazza ha accolto di buon grado l'iniziativa della leader di Fratelli d'Italia. E, da "buon soldato", ha riposto fiducia nell'operato del governo.
L'ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei, è stata ricevuta questa mattina al ministero degli Esteri iraniano per il caso di Cecilia Sala.




