Vittorio Feltri e il dolore per la morte della moglie Enoe: "L'ho amata davvero solo quando se n'è andata"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il giornalista Vittorio Feltri ha rotto il silenzio con un messaggio che ha scosso i suoi follower e il mondo del giornalismo italiano. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, ha voluto ringraziare personalmente tutti coloro che gli hanno mostrato vicinanza in questi giorni drammatici, dopo la scomparsa della moglie Enoe Bonfanti, avvenuta giovedì 16 luglio all'età di 88 anni.

Le sue parole, cariche di una commozione che traspare in ogni pausa, hanno offerto uno spaccato crudo e sincero del lutto che lo sta travolgendo, lontano dai toni polemici che spesso caratterizzano i suoi interventi pubblici. Ha parlato della necessità di essere orgoglioso di una donna che, a suo dire, è stata notevole e ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nella società, ma ora, con la sua assenza improvvisa, si ritrova a fare i conti con un vuoto che fatica a colmare.

L'amore riscoperto nel dolore: le confessioni di Feltri

Nel corso di un'intervista che ha fatto il giro del web, Feltri si è lasciato andare a una riflessione che molti hanno definito struggente e che rivela la complessità del suo sentimento. "Ho scoperto di amare mia moglie quando è morta", ha dichiarato, ammettendo di aver percepito la perdita come un colpo improvviso e violento, un tonfo nell'animo che gli ha fatto comprendere la profondità di un legame che forse, in vita, dava per scontato.

Il giornalista non ha nascosto lo stato di prostrazione in cui versa, confidando di non credere di potersi riprendere mai più da questo trauma e raccontando un momento di particolare debolezza, quando, nel momento più critico e doloroso, si è chiuso in bagno per un'ora intera a piangere, sopraffatto dall'emozione. Questa confessione di fragilità, inusuale per un personaggio pubblico spesso associato a un carattere duro e combattivo, ha profondamente colpito il pubblico e ha restituito l'immagine di un uomo che sta vivendo la fase più buia della sua esistenza.

La storia di una vita e il trionfo delle seconde opportunità

La relazione tra Vittorio Feltri ed Enoe Bonfanti è stata lunga quasi sessant'anni e rappresenta una di quelle storie che sfidano le convenzioni, nata sotto il segno di quella che viene definita la seconda opportunità. Il loro amore, infatti, iniziò alla fine degli anni Sessanta in circostanze particolarmente dolorose, all'interno di un brefotrofio dove il giornalista accompagnava le figlie gemelle, ancora piccolissime e segnate dalla perdita della loro mamma Maria Luisa, la prima moglie di Feltri, morta a soli vent'anni.

Fu in quel contesto di sofferenza e cura che il legame tra Feltri e Bonfanti cominciò a consolidarsi, fino a diventare il pilastro di una vita trascorsa insieme. Nel raccontare il suo dolore, Feltri ha anche voluto sottolineare come la moglie lo abbia "salvato", forse proprio in quel periodo buio, diventando la sua ancora di salvezza e la compagna di una vita.

"Non ho mai amato nessuno come mia moglie", ha ribadito con forza, quasi a voler esorcizzare il rimpianto per non averglielo detto abbastanza spesso quando era in vita, e ha aggiunto un particolare toccante che rivela la routine dell'affetto: fino all'ultimo, non ha mai mancato di darle il bacio della buona notte.

Il conforto degli affetti e il silenzio dei figli

Nonostante l'immenso dolore, il giornalista sa di non essere solo. Quando gli è stato fatto notare che la sua vita è comunque piena di affetti importanti, come i figli e i nipoti, o addirittura i suoi due amati gatti, Ciccio e Rosso, Feltri ha annuito, riconoscendo la verità di quelle parole. Tuttavia, ha ribadito che nessuno di questi affetti potrà mai colmare il vuoto lasciato dalla compagna di una vita.

In questo momento di profonda crisi, i figli Mattia e Saba, che si trovavano in un'altra stanza della casa mentre lui parlava, rappresentano il suo principale sostegno fisico, ma il giornalista ha voluto sottolineare come l'assenza della moglie sia una ferita che il tempo difficilmente potrà rimarginare. Le sue parole non lasciano spazio a facili ottimismi, ma si fermano alla nuda constatazione di una realtà fatta di assenza e di un amore che solo la perdita ha reso, paradossalmente, così evidente e totalizzante.

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