"Ramona non si è impiccata, fu uccisa": arrestato il compagno dopo cinque mesi
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Redazione Interno
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Quello che, a prima vista, sembrava un tragico suicidio si è rivelato un femminicidio. Daniele Re, 33 anni, è stato arrestato ieri a Milano con l’accusa di aver ucciso la compagna, Ramona Rinaldi, 39enne trovata senza vita lo scorso febbraio nell’abitazione che condividevano a Veniano, in provincia di Como. La donna era appesa alla corda della doccia, ma i carabinieri del nucleo investigativo di Como, coordinati dalla procura, hanno ricostruito una verità diversa: la scena del suicidio era stata abilmente orchestrata.
Le indagini, durate mesi, hanno portato alla luce incongruenze che hanno fatto crollare la versione iniziale. "Ramona non si impiccò in casa, fu uccisa", hanno dichiarato gli investigatori, senza entrare nel dettaglio delle prove raccolte. Quel che è certo è che il Gip del tribunale di Como ha convalidato l’arresto, emettendo un’ordinanza di custodia cautelare per Re, accusato non solo di omicidio volontario aggravato ma anche di maltrattamenti.
La svolta arriva dopo un’attenta analisi della dinamica, delle testimonianze e dei reperti, che hanno permesso di scardinare la tesi del suicidio. Se all’inizio nulla faceva pensare a un delitto, gli investigatori hanno lavorato su elementi che, presi singolarmente, potevano apparire marginali ma che, uniti, hanno tracciato un quadro inequivocabile.




