Uomini di Palazzo Chigi coinvolti nell'inchiesta Equalize: negli uffici degli spioni
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Redazione Interno
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La vicenda che coinvolge la società di consulenza Equalize, guidata dall'ex superpoliziotto Carmine Gallo, si arricchisce di nuovi dettagli. Gli atti d'inchiesta, che sembrano sempre più la trama di un romanzo di spionaggio, rivelano un'organizzazione criminale ramificata e in ascesa, con sede in via Pattari a Milano. Tra i protagonisti dell'inchiesta figura Mattia Coffetti, classe 1988, già noto alle cronache per essersi impiantato un chip sottopelle nell'estate del 2023. Coffetti è ora indagato per il suo coinvolgimento nel furto di dati che ha travolto Equalize.
Gli investigatori descrivono il gruppo di via Pattari come un'organizzazione che, in meno di tre anni, ha "dossierato" almeno 767 persone, una stima peraltro al ribasso. La società, che dispone di un archivio con 800 mila informazioni ottenute con accesso abusivo alla banca dati delle forze dell'ordine, ha avuto oltre 400 clienti tra il 2022 e il 2024. Tra questi, piccoli imprenditori, multinazionali e studi legali, spesso alla ricerca di informazioni riservate per motivi di business, ma anche per questioni private.
Uno degli episodi più eclatanti riguarda l'imprenditore romano Lorenzo Sbraccia, che ha fatto pedinare l'ex banchiere Gianluca Jacobini e la moglie Amalia Alicino. La sede di Equalize, situata in arcivescovado, serviva a coprire le attività di dossieraggio, che includevano l'esfiltrazione di documenti da banche dati dello Stato e l'inoculazione di trojan nei telefoni di alcuni target.
La complessità dell'inchiesta e la vastità delle operazioni condotte dal gruppo di via Pattari rendono questa vicenda un caso emblematico di come la tecnologia possa essere utilizzata per scopi illeciti.




