La Germani e la stanchezza di Ferrari, ma «la Pallacanestro Brescia resta a Brescia»
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Redazione Sport
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Può sembrare incredibile, eppure nelle ore di vigilia della semifinale scudetto con Milano – che per la prima volta Brescia affronta con il fattore campo a favore – si è parlato di basket per vicende che non attengono affatto al rettangolo di gioco. Alle 20 di domenica 31 maggio, al PalaLeonessaA2A, è in programma la seconda partita tra la Germani e l'EA7 Emporio Armani; la speranza, in quest'ottica, è che il pubblico torni finalmente a popolare le tribune, le quali nei play off avevano registrato una preoccupante controtendenza rispetto all'andamento del campionato regolare.
Il clima, tuttavia, era stato pesantemente contaminato da un'altra partita, quella giocata a colpi di dossier e intercettazioni telefoniche.
La presa di posizione dopo il caos
La presa di posizione ufficiale – invocata a gran voce e attesa come una boccata d'ossigeno – alla fine è arrivata. «Pallacanestro Brescia resta a Brescia». Con una nota diramata nel tardo pomeriggio, la società di San Zeno e il suo proprietario, Mauro Ferrari, hanno cercato di sgomberare il campo da indiscrezioni, fraintendimenti e spifferi di corridoio che rischiavano di mandare tutto all'aria.
Questo, dopo che nei giorni scorsi le voci relative a un interesse del gruppo facente capo a Paul Matiasic per il titolo sportivo della Germani si erano fatte sempre più insistenti. Il numero uno di Trieste, va ricordato, è da una manciata di ore ufficialmente in vendita e sembrava pronto a sbarcare nella capitale per dare vita a una seconda squadra capitolina, complementare a quella che nascerà sulle ceneri della Vanoli Cremona grazie alla cordata guidata da Donnie Nelson e Luka Doncic.
La tempesta perfetta a margine del campo
Il nome, alla fine, è uscito lo stesso ed è stato proprio quello della Germani Brescia. Le voci che circolavano ormai da giorni – con sempre più insistenza, fino a diventare un chiasso assordante a margine di gara-1 con Milano – hanno bucato la fragile dimensione del «si dice» per prendersi la scena nel bel mezzo di quella che avrebbe dovuto essere «solo» una semifinale play-off. Brescia e il suo titolo sportivo si erano ritrovati nel mirino di Matiasic, l’avvocato con i dollari che, dopo aver messo ufficialmente in vendita la sua Trieste, progetta di sbarcare a Roma con una seconda squadra.
Non solo: sullo sfondo si muove anche l’operazione della fu Vanoli Cremona, benedetta da Doncic in persona, il quale si è esposto con un post social («Basketball is coming back to Rome») per avallare l’operazione della cordata americana.
La versione della società e le operazioni di mercato
La Germani Brescia, nel tentativo di arginare l’emorragia di certezze, ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui non solo smentisce un eventuale spostamento della società, ma annuncia anche operazioni concrete sul mercato. «In cinque anni abbiamo costruito qualcosa di straordinario per Brescia – si legge nella nota – qualcosa che merita di essere ricordato e valorizzato. Non dimentichiamoci mai da dove veniamo e chi siamo. Siamo a gara 2 della semifinale Scudetto per il terzo anno consecutivo, con tre diversi giovani allenatori che hanno guidato questo percorso di crescita».
Inoltre, a dimostrazione della volontà di programmare il futuro lontano dalle nebbie della capitale, la dirigenza ha rivelato di aver già firmato due giocatori con passaporto italiano, aggiungendo di essere in piena trattativa per un terzo atleta con passaporto estero. Al termine dei play off, infine, il Consiglio di Amministrazione si riunirà per valutare l’assetto definitivo della prossima stagione.




