Levi’s celebra la reunion degli Oasis con una collezione che strizza l’occhio al passato
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre gli Oasis, dopo sedici anni di silenzio, tornano a riempire stadi con il tour "Oasis Live ’25", Levi’s lancia una seconda collezione ispirata alla band, riaccendendo l’entusiasmo di chi, tra i fan, non aveva mai smesso di sperare in una riconciliazione tra i fratelli Gallagher. L’effetto nostalgia, già palpabile nelle prime due date a Cardiff, dove 150 mila spettatori hanno riempito il Principality Stadium, si è tradotto in un’impennata del 320% nello streaming globale del loro catalogo su Spotify. Un dato che conferma come il ritorno di Noel e Liam, seppur temporaneo, abbia ridato slancio a un mito che il tempo non aveva scalfito.
La reunion, voluta dalla madre Peggy per il suo ottantesimo compleanno – anche se poi realizzata con due anni di ritardo – ha spinto Levi’s a riproporre capi che sembrano usciti direttamente dagli anni ’90. Non si tratta di semplici merchandising, ma di pezzi studiati per essere indossati durante i concerti, come se il britpop non avesse mai smesso di dominare le scene. Tra giacche denim e t-shirt con stampe iconiche, la collezione evoca un’epoca in cui gli Oasis, tra litigi e hit planetarie, scrivevano la storia del rock.
Dietro le quinte, però, c’è un altro Gallagher: Paul, il fratello maggiore, spesso dimenticato nonostante il suo ruolo nel tener unita la famiglia durante gli anni più turbolenti. Mentre Liam e Noel hanno seppellio l’ascia di guerra – almeno per la durata del tour – lui, musicista anche lui, rimane una figura discreta, lontana dai riflettori ma fondamentale nel puzzle familiare.




