Covid, i contagi sono in aumento: i dati sui casi in Lombardia e le nuove varianti dopo la pandemia

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’emergenza Covid è finita da anni, ma il monitoraggio del virus non si è mai fermato e nell’ultimo periodo segna una ripresa dei contagi. L’ultimo bollettino dell’Iss registra 74 nuovi casi in Lombardia nella settimana compresa tra il 7 e il 13 settembre, più della metà dei 128 casi complessivamente segnalati in Italia nello stesso arco di tempo. Si tratta di un aumento che riporta il Sars-CoV-2 al centro dell’attenzione, pur senza configurare una nuova emergenza sanitaria.

Il ritorno stagionale del virus

Settembre riporta milioni di persone nelle scuole, negli uffici e sui mezzi pubblici e, insieme alla ripresa delle attività, ricompare il Covid. Il ritorno del virus non è legato a un solo fattore: da un lato il Sars-CoV-2 continua a evolversi, dall’altro la protezione garantita da infezioni pregresse e vaccinazioni tende a ridursi con il passare del tempo. Il risultato è una circolazione che si ravviva periodicamente, seguendo un andamento già osservato negli anni precedenti.

Le nuove varianti e il quadro internazionale

La catena evolutiva iniziata con Alpha, Delta e Omicron è proseguita fino alle attuali sottovarianti, tutte discendenti dalla grande famiglia di Omicron. Tra quelle sotto osservazione compaiono XFG, appartenente alla discendenza di JN.1 e frutto di ricombinazioni tra linee evolutive derivate da quella famiglia, e NB.1.8.1. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità relativi ai campionamenti consolidati mostrano una co-circolazione di diverse varianti attenzionate a livello internazionale, con una presenza significativa di BA.3.2 accanto a XFG e NB.1.8.1.

Un fenomeno globale

L’aumento dei casi non riguarda una singola area geografica. L’epidemiologo Antoine Flahault, professore di sanità pubblica all’Università Paris-Cité, intervistato da Paris Match, ha descritto la situazione come un «fenomeno molto globale di ripresa dell’epidemia, che ricorda quello che abbiamo già conosciuto nello stesso periodo degli ultimi anni». Flahault ha precisato che si registra un incremento degli indicatori, dagli accessi al pronto soccorso alle visite dai medici di base, osservato in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.

Quanto alle varianti, l’esperto ha spiegato che in Francia non è stata identificata una particolare variante virale e che al momento si ritiene si tratti di nuove sottovarianti di Omicron, conosciute in Europa dal gennaio 2022. «Oggi ne esistono diverse migliaia. Sono più trasmissibili e riescono a superare più facilmente le barriere immunitarie, il che spiega queste nuove ondate di contagi», ha aggiunto.

Il quadro italiano e la sorveglianza

In Italia la situazione epidemiologica viene descritta come stabile e non emergenziale, nonostante la ripresa della circolazione virale. I numeri restano contenuti e l’impatto sugli ospedali limitato, coerentemente con quanto rilevato nei mesi precedenti. La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale è quella tra 0 e 9 anni, mentre l’età mediana alla diagnosi si mantiene su valori bassi.

La percentuale di reinfezioni resta una componente rilevante dei casi segnalati, a conferma di una circolazione che continua a coinvolgere anche persone già entrate in contatto con il virus.

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