Virata De Laurentiis: divorzio dal Maradona, Europei 2032 a rischio
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Redazione Sport
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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha ufficializzato al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, la decisione di abbandonare il progetto di restyling dello Stadio Maradona, gettando ombre pesanti sulla possibilità che la città partenopea possa ospitare gli Europei del 2032. L’annuncio, arrivato dopo un incontro a cena tra i due, segna un punto di rottura nelle trattative, già da mesi in stallo, tra il club e il Comune.
De Laurentiis, che da tempo puntava a una soluzione alternativa alla ristrutturazione del Maradona, ha chiarito di non vedere più nell’impianto attuale un’opzione percorribile. Le condizioni dello stadio, giudicate non all’altezza degli standard richiesti per un evento internazionale come gli Europei, hanno spinto il patron azzurro a valutare altre strade. Tra queste, spicca l’ipotesi di costruire un nuovo impianto da 300 milioni di euro, che garantirebbe al Napoli una casa di proprietà, aumentando i ricavi e modernizzando le infrastrutture.
Manfredi, dal canto suo, ha confermato che i colloqui con De Laurentiis sono stati intensi ma inconcludenti. “Abbiamo discusso, fatto valutazioni, ma la decisione finale spetta alla società”, ha dichiarato il sindaco in un’intervista al Mattino, sottolineando come il Comune sia pronto a confrontarsi sulle necessità cittadine, ma che i tempi stringono. La mancanza di un accordo rischia infatti di escludere Napoli dalla lista delle città ospitanti per Euro 2032, già in ritardo rispetto ad altre candidate.
La situazione, che si trascina da mesi, sembra ormai giunta a un punto di non ritorno. Il Maradona, simbolo storico del calcio napoletano, non risponde più alle esigenze di un club che ambisce a competere ai massimi livelli europei, né a quelle di un evento internazionale che richiede strutture all’avanguardia. La decisione di De Laurentiis, se da un lato apre la strada a un progetto ambizioso per il futuro, dall’altro rischia di lasciare Napoli fuori da un’occasione unica per rilanciare l’immagine della città sul palcoscenico continentale.




