Stellantis invade Bruxelles: 12 marchi in mostra, ma il ritorno della Qubo e l'erede elettrico dell'Ape rubano la scena

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2026 del settore automotive si apre, come di consueto, con il tradizionale appuntamento del Salone di Bruxelles, la cui 102esima edizione si preannuncia già dominata dalla mole di novità presentate da Stellantis. Il colosso, che allestirà i propri stand su una superficie di oltre cinquemila metri quadrati, esporrà infatti ben 62 modelli, rappresentativi di undici dei marchi in portafoglio e del partner cinese Leapmotor, il cui B-SUV farà il suo debutto in questo contesto. Se i riflettori mediatici sono naturalmente puntati sulle anteprime mondiali di vetture come la nuova Opel Astra e la Peugeot 408, è tuttavia dalle proposte più pragmatiche e legate a una mobilità di servizio che arriva la sorpresa maggiore: il ritorno inaspettato della Fiat Qubo, declinata in versione diesel a sette posti, e l’esordio europeo del tris di ruote elettrico Fiat Professional Tris.

La strategia polivalente e il peso dei veicoli commerciali

La kermesse belga, che si svolgerà dal 9 al 18 gennaio, funge dunque da palcoscenico privilegiato per illustrare una strategia che, mentre da un lato punta a consolidare il proprio appeal sul mercato consumer con vetture tecnologiche e di design, dall’altro rafforza con decisione il segmento dei veicoli commerciali attraverso la business unit Stellantis Pro One. Quest’ultima occuperà un intero padiglione, il numero 5, dove esporrà otto modelli scelti per rappresentare l’ampiezza di una gamma che spazia "dalla micromobilità ai grandi van", come sottolineato nelle presentazioni. Un’offerta che intende rispondere alle mutate esigenze del lavoro, sempre più orientate verso l’elettrificazione e la richiesta di soluzioni estremamente personalizzabili, come dimostra il programma "CustomFit" presentato in parallelo, il cui scopo è fornire risposte rapide e industrializzate alle specifiche richieste degli operatori professionali.

Tris, l'erede a tre ruote dell'Ape Piaggio

Tra i veicoli che incarnano questa filosofia spicca, per il suo carattere di rottura, il Fiat Professional Tris. Questo veicolo a tre ruote, interamente elettrico, prodotto nello stabilimento di Kenitra, in Marocco, e già commercializzato con discreto successo nei mercati del Nord Africa, si prepara ora a essere introdotto in Europa. Destinato specificatamente al segmento delle consegne dell’ultimo miglio in ambiente urbano, il Tris viene descritto, non senza una certa enfasi, come il legittimo erede dello storico Ape Piaggio, del quale reinterpreta lo spirito utilitaristico e compatto aggiornandolo alle necessità contemporanee di sostenibilità e accesso alle zone a traffico limitato. La sua presenza a Bruxelles non è dunque una semplice curiosità, ma segnala una precisa volontà del gruppo di presidiare in modo aggressivo un settore di nicchia ma in crescita, quello della logistica leggera cittadina, offrendo una soluzione alternativa ai più tradizionali furgoncini.

Il ritorno di un nome familiare: la Qubo

Accanto alla sfida rappresentata dal Tris, Stellantis punta anche sul richiamo emotivo e sulla praticità riconosciuta di un modello dal passato consolidato: la Fiat Qubo. Il suo ritorno in listino, in una configurazione diesel pensata per ospitare fino a sette passeggeri, sembra rispondere a una domanda di mobilità familiare spartana e capace, che non aveva trovato un degno sostituto dopo la sua uscita di scena. La scelta di riproporla, mentre il mercato è in piena transizione elettrica, indica una volontà di coprire tutti gli spettri della domanda, anche quelli più tradizionalisti o legati a esigenze di percorrenze lunghe per le quali l’elettrico potrebbe ancora non essere la risposta ideale. La monovolume torinese, quindi, si appresta a riconquistare il suo spazio in una gamma che si fa sempre più variegata e articolata.

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