Rinnovo contratto Unionmeccanica-Confapi 2025-2028, firmata l’ipotesi di accordo a Roma

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il rinnovo contratto Unionmeccanica-Confapi 2025-2028 ha compiuto un passaggio centrale con la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo avvenuta il 4 giugno 2026 nella sede di Confapi a Roma.

A firmare l’intesa sono stati Unionmeccanica Confapi e le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, confermando il ruolo del contratto collettivo nazionale come principale riferimento per le lavoratrici e i lavoratori della piccola e media industria metalmeccanica, orafa e dell’installazione di impianti.

Tra i protagonisti della firma figura anche il lecchese Luigi Sabadini, presidente nazionale di Unionmeccanica Confapi, coinvolto nella definizione dell’accordo che riguarda il comparto delle PMI. edotto +3

L’intesa riguarda il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro con validità 2025-2028 e rappresenta il punto di arrivo di un percorso negoziale concluso con la sigla dell’ipotesi di accordo.

Il testo conferma la centralità del CCNL per il settore e definisce il quadro di riferimento per aziende e lavoratori coinvolti nella piccola e media industria metalmeccanica, nel comparto orafo e nelle attività di installazione di impianti.

La firma avvenuta a Roma consolida inoltre il ruolo delle parti sociali che hanno partecipato alla trattativa e che hanno raggiunto una sintesi condivisa sul rinnovo contrattuale. fiom-cgil +3

La firma dell’accordo e il ruolo delle organizzazioni coinvolte

La sottoscrizione dell’ipotesi di accordo è stata annunciata da Unionmeccanica Confapi insieme alle sigle sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. L’intesa è stata presentata come il rinnovo del contratto destinato alle lavoratrici e ai lavoratori addetti alla piccola e media industria metalmeccanica, orafa e all’installazione di impianti.

La firma conferma la volontà di mantenere il contratto come riferimento principale per il sistema delle PMI, un segmento produttivo che occupa un ruolo rilevante nel panorama industriale rappresentato da Unionmeccanica Confapi. primalecco +3

Nel contesto del rinnovo è stata evidenziata la partecipazione del presidente nazionale di Unionmeccanica Confapi Luigi Sabadini. L’accordo sottoscritto il 4 giugno 2026 segna infatti una tappa significativa per il comparto rappresentato dall’associazione datoriale e dalle organizzazioni sindacali firmatarie.

La validità prevista per il periodo 2025-2028 offre una cornice contrattuale definita per i prossimi anni e rafforza il percorso condiviso che ha portato alla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo presso la sede nazionale di Confapi. varesenews +3

Cosa prevede il rinnovo e i prossimi passaggi

Secondo la sintesi diffusa sul rinnovo del contratto delle PMI di Unionmeccanica-Confapi, l’accordo contiene aumenti salariali e miglioramenti normativi. Si tratta degli elementi principali richiamati nella presentazione dell’intesa raggiunta tra le parti.

L’obiettivo del rinnovo è definire le condizioni contrattuali per il periodo di validità previsto, fornendo un quadro aggiornato per il personale impiegato nella piccola e media industria metalmeccanica, orafa e nell’installazione di impianti. mysolution +3

L’ipotesi di accordo non conclude però l’intero iter previsto. Il testo sarà infatti sottoposto a referendum entro il 23 luglio 2026, passaggio che rappresenta la fase successiva dopo la firma avvenuta a Roma. In attesa dell’esito della consultazione, l’accordo resta il riferimento del percorso di rinnovo del CCNL Unionmeccanica-Confapi 2025.

Sul valore dell’intesa è intervenuto anche Giannino Pozzi, presidente di Unionmeccanica Varese, che ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, definendolo un motore di sviluppo per le imprese rappresentate dal sistema Confapi. edotto +3

La sigla del rinnovo del CCNL Unionmeccanica-Confapi 2025-2028 conferma quindi il completamento di una fase negoziale che ha coinvolto associazione datoriale e organizzazioni sindacali.

L’accordo interessa le lavoratrici e i lavoratori della piccola e media industria metalmeccanica, orafa e dell’installazione di impianti e ribadisce il ruolo del contratto nazionale all’interno del mondo delle PMI.

Dopo la firma del 4 giugno 2026, l’attenzione si concentra ora sul referendum previsto entro luglio, chiamato a valutare l’ipotesi di accordo raggiunta tra le parti. edotto +3

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