A Pechino un ultraleggero si schianta contro il grattacielo più alto: morto il pilota e 13 feriti lievi
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Redazione Esteri
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Un piccolo aereo monomotore, decollato dalla periferia orientale della capitale, si è schiantato contro la Citic Tower, il grattacielo più alto di Pechino, provocando la morte del pilota e il ferimento di tredici persone. Le autorità locali, dopo ore di silenzio e di una ridda di voci sui social network prontamente rimosse dalle piattaforme cinesi, hanno confermato il bilancio delle vittime e avviato le indagini per chiarire la dinamica di un incidente che, per la sua spettacolarità, ha inevitabilmente rievocato i tragici eventi dell'11 settembre.
La dinamica dello schianto contro la Citic Tower
Il velivolo, un ultraleggero biposto utilizzato per voli turistici o di addestramento, era partito dall'aeroporto di Shifosi intorno alle 18.00 ora locale di ieri, quando, nel corso della sua traiettoria, ha impattato violentemente contro la facciata della Citic Tower, conosciuta anche come China Zun per la sua caratteristica forma a "zun", un antico recipiente rituale cinese.
La struttura, che con i suoi 528 metri di altezza domina il distretto finanziario di Pechino, ha subito danni alla facciata in corrispondenza dei piani alti, mentre l'aereo, dopo l'urto, è precipitato al suolo in un'area circostante, disseminando detriti e provocando un principio d'incendio rapidamente domato dai vigili del fuoco accorsi sul posto.
Secondo la ricostruzione fornita dall'Ufficio municipale per la gestione delle emergenze, citata dal South China Morning Post, l'impatto non ha compromesso la stabilità dell'edificio, che è stato parzialmente evacuato per consentire le operazioni di soccorso e i successivi rilievi tecnici.
Le vittime e i feriti
Il pilota, la cui identità non è stata ancora resa nota dalle autorità, è deceduto sul colpo a seguito dello schianto, mentre tredici persone presenti all'interno del grattacielo o nelle vicinanze hanno riportato ferite giudicate lievi e sono state trasportate negli ospedali della zona per ricevere cure.
Le immagini, circolate in rete prima che la censura cinese intervenisse per rimuoverle, mostravano scene di panico tra i passanti, vetri in frantumi che piovevano dal cielo e una colonna di fumo che si levava dai piani superiori dell'edificio, alimentando per alcuni minuti il timore di un attacco deliberato.
L'ombra dell'11 settembre e le indagini in corso
La somiglianza con le immagini degli attentati al World Trade Center di New York ha immediatamente innescato un parallelo, seppur con proporzioni e contesti radicalmente diversi, portando gli inquirenti cinesi a escludere con cautela, ma senza ancora conferme ufficiali, la pista dell'attentato terroristico.
Gli investigatori stanno esaminando i rottami del velivolo, le condizioni meteorologiche del momento e le comunicazioni radio tra il pilota e la torre di controllo dell'aeroporto di Shifosi, per determinare se si sia trattato di un tragico errore umano, di un guasto tecnico improvviso o di un evento doloso.
Le autorità hanno inoltre avviato un controllo approfondito sui registri di volo e sulla manutenzione dell'aereo, mentre un alone di mistero aleggia ancora su un particolare che ha attirato l'attenzione degli inquirenti: la presenza di un suv parcheggiato nelle immediate vicinanze del punto d'impatto, la cui rilevanza ai fini delle indagini non è stata ancora chiarita, ma che suggerisce agli investigatori la possibilità di un movente o di un collegamento da approfondire.




