La notte di San Lorenzo e lo sciame delle Perseidi: quando e come osservarle
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La notte del 10 agosto, legata alla memoria liturgica di San Lorenzo, è tradizionalmente associata alle stelle cadenti, un fenomeno che la cultura popolare collega ai carboni ardenti su cui il martire subì il supplizio. Se la poesia "X agosto" di Giovanni Pascoli ha trasformato quelle scie luminose in lacrime celesti, la scienza spiega che si tratta invece delle Perseidi, residui della cometa Swift-Tuttle, il cui picco di visibilità – contrariamente alla credenza comune – non coincide quasi mai con la data del santo.
Quest’anno, infatti, il momento di massima attività è previsto nelle ore più tarde tra il 12 e il 13 agosto, complici anche le condizioni non ottimali dovute alla Luna, la cui luminosità rischia di attenuare lo spettacolo. Già dalla serata del 9 agosto, tuttavia, è stato possibile scorgere qualche meteora isolata, sebbene in numero ridotto rispetto all’atteso.
Per chi volesse cimentarsi nell’osservazione, gli esperti consigliano di allontanarsi dalle luci cittadine, prediligendo zone rurali o elevate, e di rivolgere lo sguardo verso nord-est, in direzione della costellazione di Perseo, da cui lo sciame prende il nome. Non servono strumenti particolari: l’occhio nudo, unito a un po’ di pazienza, è sufficiente per cogliere i frammenti che, entrando nell’atmosfera terrestre a oltre 200mila chilometri orari, si incendiano creando brevi ma intense scie.




