Simeone e quel “marcare Yamal anche in sei”: l’Atletico Madrid si prepara alla sfida di Champions contro il Barça
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Redazione Sport
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Diego Simeone, alla vigilia del ritorno dei quarti di finale di Champions League che questa sera alle 21:00 vedrà il suo Atletico Madrid ospitare il Barcellona, ha scelto di non alimentare inutili polemiche – pure dopo le polemiche per l’espulsione di Cubarsì all’andata – ma di concentrarsi sull’aspetto squisitamente tecnico del duello che lo attende. “È difficile da marcare anche in sei”, ha risposto l’allenatore argentino a chi gli chiedeva un commento sul giovane talento blaugrana Yamal, un modo quasi paradossale per sottolineare l’imprevedibilità e la velocità dell’esterno offensivo avversario senza per questo cadere nella trappola dell’esaltazione o della sottovalutazione. Le sue parole, pronunciate a poche ore dal fischio d’inizio, assumono un peso specifico particolare se lette alla luce del 2-0 maturato al Camp Nou, un risultato che i colchoneros hanno costruito sfruttando la superiorità numerica nel secondo tempo – dopo quel cartellino rosso giudicato da molti eccessivo – e che ora dovranno difendere sul proprio terreno senza l’illusione di avere già la semifinale in tasca.
L’andata segnata dall’espulsione e le scelte di Flick per la rimonta
La settimana scorsa, proprio l’espulsione del difensore Cubarsì ha cambiato il volto della gara d’andata: un verdetto arbitrale discusso che ha costretto il Barça di Hansi Flick a giocare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica, e l’Atletico non se l’è lasciato scappare. Prima la punizione magistrale di Julian Alvarez – una di quelle giocate che sembrano nate dalla matita di un regista più che dal piede di un calciatore – poi il raddoppio firmato Sorloth hanno consegnato ai madrileni un vantaggio importante, sebbene non ancora definitivo. Per la sfida di questa sera, però, Flick deve fare a meno del centrale squalificato e ridisegna la retroguardia: arretra Eric García al fianco di Gerard Martin, con João Cancelo – ex Inter e Juventus – a presidiare la fascia sinistra. A centrocampo torna Gavi accanto a Pedri, mentre in attacco le novità sono sostanziali: fuori Lewandowski e Rashford, dentro Ferrán Torres e Fermín López. Una scelta, quest’ultima, che tradisce la volontà di alzare il ritmo e la pressione sulla difesa avversaria, magari sacrificando un po’ di peso specifico nell’area di rigore in cambio di maggiore mobilità.
Le formazioni ufficiali e il duello Yamal-Ruggeri
Simeone, dal canto suo, risponde con un 4-4-2 speculare a quello dell’andata: Musso tra i pali – e non Oblak, a riprova di un ricambio che l’argentino sta gestendo con cura – con Molina, Le Normand, Lenglet e Ruggeri a comporre la linea difensiva. Proprio Ruggeri, lo stesso che proverà a contenere Yamal, si troverà a fronteggiare un avversario che Simeone stesso ha definito “marcabile solo in sei”, un’iperbole che rivela quanto il tecnico colchonero temi l’uno contro uno del giovane blaugrana. A centrocampo agiranno G. Simeone, Llorente, Koke e Lookman, mentre davanti la coppia d’attacco sarà affidata a Griezmann e Julian Alvarez. Il Barcellona, invece, scende in campo con un assetto che mescola esperienza e freschezza: terzini Cancelo e Gerard Martin, coppia centrale Eric García con uno tra Christensen e Íñigo Martínez (le indicazioni della vigilia parlano di García), mediana Pedri-Gavi e il trio offensivo composto da Ferrán Torres, Fermín López e Olmo, con Yamal pronto a subentrare a gara in corso o a partire dal primo minuto a seconda delle sensazioni dell’allenatore. Lewandowski, invece, osserverà l’inizio della partita dalla panchina, una scelta che non sorprende più di tanto dopo alcune prestazioni altalenanti dell’attaccante polacco.
I nodi tattici e l’eredità di un’espulsione che fa ancora discutere
Non sono mancate, nelle ultime ore, le voci di chi ha ripescato il presunto mani in area di Pubill durante la gara d’andata – un episodio che avrebbe potuto concedere un rigore al Barcellona e che invece è stato archiviato senza particolari conseguenze – a dimostrazione di come il contenzioso arbitrale continui a pesare sull’humus che circonda questa doppia sfida. Tuttavia, al netto delle recriminazioni, l’Atletico si presenta al Metropolitano con un vantaggio concreto e con la consapevolezza di poter colpire in ripartenza, mentre il Barça deve trovare il gol che riapra i giochi senza scoprirsi eccessivamente. Simeone lo sa bene, e la sua risposta su Yamal – quasi un riconoscimento implicito del talento altrui – cela anche una sottile frecciata: se per fermare un giocatore servono sei difensori, allora significa che la squadra avversaria ha un punto debole altrove. E l’allenatore argentino, in carriera, ha dimostrato più volte di saperlo trovare.




