Olanda eliminata, Dumfries: "Siamo delusi, una vera batosta". Koeman si dimette
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Redazione Sport
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La nazionale olandese è fuori dal Mondiale 2026 e lo è ancora una volta nel modo più crudele, quello che lascia il segno e che impone un lungo lavoro di elaborazione mentale prima di potersi rialzare. A Monterrey, nei sedicesimi di finale, l'Oranje ha ceduto il passo al Marocco soltanto dopo la lotteria dei calci di rigore, con il punteggio finale di 3-2 per gli africani al termine di una partita che era sembrata incanalarsi verso un esito ben diverso.
Perché i Paesi Bassi, passati in vantaggio con la rete di Cody Gakpo a pochi minuti dal termine, hanno subito il pareggio di Issa Diop nel pieno dei tempi di recupero, venendo così risucchiati in quella che si è rivelata una trappola fatale dagli undici metri.
L'eliminazione ha scatenato reazioni profonde nello spogliatoio, e le parole di Denzel Dumfries, uno dei leader di questa squadra, hanno restituito l'atmosfera che si respirava nel dopo partita. "È una delusione, ovviamente. Uscire ai rigori è dura e una vera batosta. non ci sono parole per descriverlo", ha dichiarato il giocatore, con un tono che tradiva tutta l'amarezza di un'occasione sciupata. Dumfries ha poi aggiunto che la squadra era arrivata all'appuntamento con l'atteggiamento giusto e che quello stesso atteggiamento c'era anche sul campo, ma che ciò non è bastato per evitare la beffa. "Tornare a casa ai rigori di nuovo è una cosa che dobbiamo metabolizzare. I ragazzi sono devastati nello spogliatoio. è doloroso, non so come dirlo in altro modo", ha proseguito, sottolineando come l'eliminazione rappresenti un colpo durissimo per un gruppo che aveva riposto grandi speranze in questa rassegna iridata.
L'incubo dei rigori e una striscia da record
La sconfitta di Monterrey assume un peso specifico ancora maggiore se si considera il percorso recente dell'Olanda in questa competizione. I numeri raccontano di una nazionale che, nelle ultime tre edizioni del Mondiale, non ha mai perso una partita né nei tempi regolamentari né nei supplementari, un'incredibile striscia di imbattibilità che si è ora allungata a sedici partite, un dato che non ha eguali nella storia del torneo.
Eppure, questa straordinaria capacità di non cedere mai nell'arco dei novanta minuti e oltre si è puntualmente infranta contro il muro dei calci di rigore, che per l'Oranje si stanno trasformando in un vero e proprio macigno. I riflettori restano accesi sulla statistica, che finisce per trasformare una dote invidiabile in un'amara constatazione: l'imbattibilità non basta se poi si fallisce l'appuntamento con i penalty, e l'Olanda sembra aver avuto una sorte particolarmente avversa in tal senso più di qualsiasi altra nazionale nel corso degli anni.
Koeman si dimette, la seconda esperienza si chiude
L'epilogo amarissimo della spedizione messicana ha avuto una conseguenza immediata e inevitabile, con l'allenatore Ronald Koeman che ha annunciato le proprie dimissioni il giorno seguente all'eliminazione. Il tecnico, classe 1963 ed ex difensore di grande carriera, ha dunque rassegnato le dimissioni dal ruolo di commissario tecnico dei Paesi Bassi, chiudendo la sua seconda parentesi sulla panchina dell'Oranje.
Koeman aveva già guidato la nazionale dal 2018 al 2020, per poi tornare nel 2023 dopo l'intermezzo sulla panchina del Barcellona nella stagione 2020-21, un'esperienza che è durata fino a ieri e che ora si interrompe bruscamente. L'Olanda, considerata tra le possibili protagoniste del torneo, non è riuscita a superare il primo ostacolo a eliminazione diretta, e la sconfitta contro il Marocco ha pesato come un macigno sul futuro della guida tecnica, spingendo l'allenatore a farsi da parte dopo una delusione che appare difficile da digerire.
L'addio di Koeman, giunto al termine di una partita combattuta che aveva visto i suoi giocatori sfiorare la qualificazione prima di cedere allo scadere, sancisce la fine di un ciclo e apre un interrogativo su chi sarà chiamato a raccogliere un'eredità complicata.
Per la federcalcio olandese si apre ora un capitolo di riflessione, mentre i giocatori, come testimoniato dalle parole di Dumfries, dovranno fare i conti con lo sfaldamento di un sogno che sembrava a portata di mano e che si è infranto nella maniera più dolorosa, quella che lascia spazio solo a un silenzio rotto dalla consapevolezza di un'occasione irripetibile scivolata via tra le dita.




