Tudor rivoluziona la Juventus: verticalità e difesa a tre per tornare a vincere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Igor Tudor, da pochi giorni alla guida della Juventus, ha già impresso una svolta radicale al gioco bianconero, abbandonando le intricate geometrie di Thiago Motta per puntare su un calcio più diretto ed efficace. La partita contro il Genoa, vinta grazie a un gol di Kenan Yildiz, ha mostrato i primi segni di questa trasformazione: meno possesso sterile, più velocità negli inserimenti e una difesa organizzata su tre uomini, soluzione che ha garantito maggiore solidità.

Se Motta prediligeva un approccio orizzontale, basato su continui scambi e costruzione dal basso, Tudor ha scelto di privilegiare la verticalità, puntando su Dusan Vlahovic come perno offensivo e riducendo al minimo i fronzoli. Un cambiamento netto, reso ancor più evidente dall’adozione del 3-4-2-1, schema che permette di coprire meglio gli spazi in fase difensiva e di sfruttare le caratteristiche dei centrocampisti esterni.

Fabio Caressa, analizzando i numeri delle due squadre, ha sottolineato come il Bologna di Motta e la Juventus di Motta avessero statistiche sovrapponibili, confermando che la scelta del nuovo tecnico risponde a una filosofia diversa. "Con Tudor sai che il gioco sarà più dinamico, meno calcolato", ha osservato il commentatore, evidenziando come la juventinità del croato – intesa come mentalità grintosa e pragmatica – sia un tratto distintivo rispetto al predecessore.

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