Aggredisce la vicina a ombrellate e le stacca un dito a morsi: arrestata una 42enne a Ivrea
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Redazione Interno
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Una lite tra vicine di casa è degenerata in un episodio di violenza brutale a Ivrea, nel Torinese, dove una donna di 42 anni, originaria della Nigeria, è stata arrestata in flagranza dai carabinieri della stazione di Ivrea-Banchette con il supporto della Sezione Radiomobile. L'aggressione, risalente al 21 agosto scorso, ha avuto come vittima una vicina di 49 anni, che ha riportato il distacco di una falange dell'indice della mano destra a seguito di un morso, oltre a diverse lesioni provocate da colpi di ombrello.
L'episodio si è consumato in un bar del quartiere Bellavista, dove l'indagata avrebbe seguito la rivale per regolare i conti al culmine di una discussione dai contorni ancora tutti da chiarire, sebbene i rapporti tra le due donne fossero già problematici da tempo.
L'agguato in pieno giorno e la presenza del minore
Secondo quanto ricostruito dai militari, la 42enne avrebbe pedinato la vicina fino all'esercizio commerciale, dove l'ha affrontata e aggredita con un ombrello, utilizzato come un'arma impropria per colpirla. Nel corso della colluttazione, la situazione è ulteriormente precipitata quando la donna ha morso la mano destra della vittima con tale violenza da provocare l'amputazione traumatica della falange dell'indice.
La presenza del figlio di 7 anni della presunta aggressrice, che si trovava con lei al momento dei fatti, ha rappresentato un ulteriore elemento di gravità, tanto da configurare l'aggravante specifica prevista dal codice penale per i reati commessi alla presenza di un minore.
Le accuse e le aggravanti contestate
La Procura di Ivrea ha formalizzato l'accusa di lesioni personali gravissime, un reato che comporta pene severe data la natura permanente e invalidante della lesione subita dalla vittima, la quale ha riportato la perdita di una parte anatomica della mano. All'addebito si aggiungono le aggravanti dei futili motivi – un termine giuridico che indica l'assoluta sproporzione tra la causa scatenante e l'intensità della reazione violenta – e della presenza del minore, che ha assistito alla scena.
Inoltre, le è stato contestato il porto di armi o oggetti atti ad offendere, poiché l'ombrello impiegato nell'aggressione è stato equiparato a uno strumento offensivo. La 42enne è stata sottoposta a fermo in flagranza di reato, come consentito dalla legge quando il fatto viene colto in atto o in modo immediatamente successivo, e ora si trova a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa dell'udienza di convalida.
Il contesto di una rivalità personale
Dalle prime informazioni emerse, la lite sarebbe scaturita da motivi di natura personale legati a una presunta rivalità in amore tra le due donne, un aspetto che gli inquirenti stanno ancora vagliando con attenzione per comprendere l'esatta dinamica dei rapporti tra le due famiglie.
La vittima, che al momento dell'attacco era insieme al figlio di 7 anni, è stata soccorsa e trasportata in ospedale per ricevere le cure del caso, mentre i carabinieri hanno avviato accertamenti per ricostruire nel dettaglio la sequenza degli eventi, acquisendo anche le testimonianze di eventuali presenti all'interno del locale e raccogliendo elementi utili a chiarire le responsabilità individuali.
L'indagine si concentra ora sulla raccolta di prove oggettive che possano corroborare la ricostruzione fornita dalla vittima e dagli eventuali testimoni, in un contesto dove la violenza ha lasciato il segno non solo sul piano fisico, ma anche su quello delle relazioni di vicinato, ormai irreparabilmente compromesse.
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