Denshattack!, la recensione del folle gioco dove i treni fanno skateboard tra acrobazie e colori
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un momento, nella vita di ogni appassionato di videogiochi, in cui ci si imbatte in un’idea talmente assurda da risultare geniale. Denshattack! è esattamente questo: un titolo che parte da un presupposto tanto semplice quanto folle, ovvero trasformare dei treni ad alta velocità in veri e propri skater capaci di compiere trick impossibili lungo binari sospesi nel cielo. A realizzare questa follia, con il supporto di Fireshine Games e Boltray Games, ci hanno pensato gli spagnoli di Undercoders.
Il risultato? Un arcade che strizza l’occhio alla fine degli anni Novanta, a quelle sale giochi stracolme di luci al neon e a quella Dreamcast che ancora oggi molti rimpiangono, pur declinando il tutto in un contesto fantascientifico dove un Giappone diviso in due da un cataclisma fa da sfondo a corse mozzafiato.
Gioco di equilibri: la meccanica del grind
Il cuore pulsante di Denshattack! è la sua meccanica principale, un sistema di grind che trasforma ogni binario in una tavola da surf. I treni, che qui non hanno nulla a che vedere con i lenti convogli della vita reale, sfrecciano a velocità supersoniche e devono mantenersi in equilibrio mentre eseguono evoluzioni a mezz'aria. L'ispirazione a titoli come Tony Hawk’s Pro Skater è palese, ma gli Undercoders sono riusciti a innestare questa influenza su un sistema di controllo che, dopo un iniziale periodo di apprendistato, regala soddisfazioni uniche.
Non si tratta di un semplice endless runner, bensì di una sfida costante al bilanciamento e alla precisione: ogni salto, ogni rotazione e ogni atterraggio devono essere calibrati al millimetro per non perdere velocità e accumulare il punteggio più alto, in una corsa contro il tempo che tiene incollati allo schermo.
Estetica vibrante e colonna sonora coinvolgente
Se il gameplay rappresenta la spina dorsale del gioco, il comparto artistico ne è senza dubbio l'anima più appariscente. Denshattack! è un tripudio di colori neon, linee pulite e uno stile cel-shading che urla "Jet Set Radio" da ogni poro. Il Giappone post-cataclisma che fa da cornice alle corse è un susseguirsi di grattacieli, cartelli luminosi e distese urbane che rimandano all'immaginario cyberpunk, ma con un'anima marcatamente pop e giocosa.
La colonna sonora, poi, compie un lavoro egregio nel completare il quadro: tracce elettroniche, ritmiche serrate e melodie orecchiabili accompagnano il giocatore in ogni competizione, ricreando quell'atmosfera da cabinato che si respirava nei locali pubblici al termine del millennio scorso. Una scelta stilistica che non solo omaggia un'epoca d'oro, ma che risulta incredibilmente attuale e funzionale alla frenesia di gioco.
Modalità e sfide: cosa fare su Denshattack!
Nonostante la premessa possa far pensare a un’esperienza lineare, Denshattack! offre una varietà di modalità che invitano a rigiocare i livelli più volte. Non si tratta di un open world, ma di percorsi predefiniti che si snodano attraverso i diversi distretti del Giappone frammentato; qui il giocatore è chiamato a completare una serie di obiettivi, che vanno dal puro punteggio da accumulare in combo alla raccolta di oggetti sparsi per la mappa.
Ogni treno, o meglio ogni "skater" su rotaie, possiede statistiche differenti che influenzano la manovrabilità e la velocità, spingendo l'utente a trovare il mezzo più affine al proprio stile di gioco per affrontare le sfide più ardue. La presenza di una classifica globale aggiunge quel pizzico di competizione sana che non guasta mai, spronando i veterani a ottimizzare le proprie linee per scalare le posizioni.
Assenza di localizzazione e multiplayer
Due assenze importanti caratterizzano il quadro di Denshattack! a cui è necessario prestare attenzione: la localizzazione in italiano e la modalità multiplayer. La prima, per quanto possa rappresentare un ostacolo per chi non mastica l'inglese, risulta meno impattante di quanto si possa temere, dato che il gioco basa la sua forza sulle meccaniche più che su un intricato intreccio narrativo. I menù sono intuitivi e la curva di apprendimento, come accennato, passa attraverso la pratica piuttosto che la lettura di lunghi tutorial.
Diverso è il discorso per il multiplayer, completamente assente dalla formula di gioco. In un'epoca in cui la condivisione e la competizione online sono spesso il pane quotidiano per i titoli arcade, l'assenza di una componente competitiva diretta o cooperativa rischia di far apparire Denshattack! un po' solitario, limitando la longevità per quei giocatori che cercano lo scontro diretto con amici o sconosciuti. Rimane, tuttavia, un'esperienza solida e divertente, pensata per chi ama sfidare se stesso e migliorare i propri record.




