Pagelle Bologna-Inter, Chivu la ribalta: Sucic spreca, Bonny brilla
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Redazione Sport
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L'Inter batte il Bologna 3-1 in rimonta al Dall'Ara e consolida il primato in Serie A, trascinata da Thuram, Carlos Augusto e Bonny. Nelle pagelle di Bologna-Inter emergono soprattutto l'impatto dei cambi di Cristian Chivu, gli errori di Sucic e le difficoltà di Bernardeschi. Sabato 17 ottobre 2026, la squadra nerazzurra ha ribaltato il vantaggio iniziale dei rossoblù allenati da Raffaele Palladino, conquistando la sesta vittoria nelle prime sette giornate di campionato.
Thuram segna da centravanti, Carlos Augusto cambia la partita in pochi secondi
Il Bologna aveva cominciato con aggressività, trovando il gol al decimo minuto grazie a Tommaso Pobega, bravo a sfruttare un errore di Luis Henrique. Il centrocampista rossoblù è stato uno dei protagonisti del primo tempo, durante il quale ha anche colpito una traversa e tentato altre conclusioni dalla distanza. L'Inter ha sofferto la pressione avversaria, rischiando di compromettere una partita iniziata con evidenti difficoltà nella gestione del pallone. Prima dell'intervallo, però, è arrivata la giocata del suo centravanti francese: sul cross dalla destra di Barella, Marcus Thuram ha anticipato la difesa e indirizzato di testa il pallone nell'angolino, firmando un pareggio tecnicamente impeccabile.
La svolta è arrivata dalla panchina. Chivu ha inserito Andy Diouf e Carlos Augusto al posto di due giocatori in difficoltà, ottenendo praticamente subito il risultato cercato. L'azione del sorpasso è nata da una verticalizzazione del centrocampista francese per Zielinski, proseguita con un pallone rasoterra verso il secondo palo e conclusa dall'esterno brasiliano a porta vuota. Il nuovo entrato ha impiegato appena una manciata di secondi per lasciare il segno, trasformando una sostituzione in una scelta decisiva. Il suo contributo non si è fermato alla rete: ha partecipato anche all'azione del terzo gol, confermandosi uno dei migliori in campo.
Ange-Yoan Bonny ha completato il successo nerazzurro con una conclusione al termine di una combinazione collettiva di prima, dimostrando capacità di inserimento e precisione sotto porta. L'attaccante ivoriano ha raccontato dopo la partita di osservare e imparare dai compagni più esperti, in particolare dal francese e da Lautaro Martinez. Una dichiarazione che accompagna la sua crescita all'interno del reparto offensivo, dove può alternarsi con Pio Esposito. Il capitano argentino, assente per infortunio nella trasferta emiliana, non è stato quindi necessario per completare la rimonta.
Sucic sbaglia a porta vuota, Bernardeschi non incide: le pagelle
Tra le prestazioni meno convincenti spicca quella di Petar Sucic, protagonista di un errore clamoroso davanti alla porta. Il centrocampista croato ha avuto una grande occasione nella ripresa dopo una conclusione di Bonny respinta da Skorupski, ma sul pallone rimasto libero ha colpito il palo con lo specchio praticamente sguarnito. Una giocata da rubrica degli errori più incredibili, quasi da “Mai dire Gol”, che ha pesato sul giudizio della sua prova. In precedenza aveva cercato la conclusione dalla distanza, trovando anche una deviazione decisiva di Ferguson su un tiro indirizzato verso la porta.
Le valutazioni dei principali quotidiani sportivi premiano soprattutto gli uomini della rimonta. Carlos Augusto raggiunge il 7,5 nelle pagelle del Corriere di Bologna, mentre Bonny e Thuram ricevono entrambi 7. Per Sucic arriva invece un 5, segnale delle difficoltà mostrate nonostante le occasioni create. Anche Dimarco e Luis Henrique finiscono tra i meno brillanti, con il secondo penalizzato soprattutto dall'errore che ha favorito il vantaggio avversario. Barella si distingue invece per il contributo alla costruzione del gioco e per la qualità del pallone servito in occasione del pareggio.
Sul fronte bolognese, Federico Bernardeschi si è impegnato senza riuscire a produrre occasioni altrettanto incisive. La sua prestazione è stata valutata 5,5, mentre le difficoltà della retroguardia sono diventate più evidenti dopo l'uscita di Arthur Theate. L'ingresso di Helland non ha garantito la stessa tenuta difensiva, con Casale e Darmian chiamati a fronteggiare gli attacchi nerazzurri nella fase più complicata dell'incontro. Palladino ha dovuto inoltre rinunciare presto a Roberto Piccoli, fermato da un problema muscolare e sostituito da Jay Enem, mentre Skorupski ha evitato un passivo più pesante con alcuni interventi importanti.
Inter prima in Serie A, ma in Champions League la rimonta non funziona
Il rendimento della formazione di Chivu presenta una differenza marcata tra campionato e competizioni europee. Nelle prime nove partite stagionali, i nerazzurri sono passati in svantaggio per sei volte, mostrando una tendenza a concedere l'iniziativa agli avversari prima di reagire. In Italia questa capacità di recupero ha permesso di mantenere una partenza quasi perfetta, con 19 punti conquistati e un margine di due lunghezze sulla Roma, vittoriosa contro il Genoa. Il successo in Emilia rappresenta inoltre la migliore partenza interista in campionato dal 2018.
In Champions League il bilancio è completamente diverso. L'Inter ha perso entrambe le gare disputate nella fase iniziale della competizione: prima il 2-1 sul campo del Real Madrid, poi il 4-3 casalingo contro il Club Brugge. Nella sfida con i belgi, Nicolò Tresoldi ha realizzato una tripletta, mentre Lautaro ha segnato due reti senza riuscire a evitare la sconfitta. Anche l'ultimo gol di Bonny, arrivato nel recupero, non è bastato a raggiungere il pareggio. La squadra milanese si è così ritrovata senza punti dopo i primi due appuntamenti europei, con quattro reti realizzate e sei subite.
La trasferta emiliana ha presentato anche un dato storico significativo: nelle nove precedenti sfide di campionato fra le due formazioni erano arrivati tre successi per parte e altrettanti pareggi. Complessivamente, prima dell'incontro, il bilancio dei 158 confronti nella massima serie vedeva i milanesi avanti con 76 vittorie contro le 44 degli emiliani, oltre a 38 pareggi. Sul piano delle scelte iniziali, Chivu aveva adottato il 3-5-2, affidando la porta a Josep Martinez e schierando Bisseck, Akanji e Bastoni nel reparto arretrato. A centrocampo aveva preferito Zielinski a Calhanoglu, inizialmente lasciato tra le riserve.
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