Russia e le elezioni in Romania, interferenze e annullamento del voto
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Redazione Esteri
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In un evento senza precedenti per un paese della NATO, la Corte Costituzionale della Romania ha annullato il primo turno delle elezioni presidenziali, citando interferenze ibride e aggressive da parte di un paese straniero, la Russia. L'inchiesta, basata su rapporti declassificati dei servizi segreti rumeni, ha rivelato un complesso sistema di manipolazione elettorale orchestrato attraverso social network e attacchi cyber, con l'obiettivo di sostenere il candidato filo-russo Calin Georgescu.
Georgescu, fino a poco tempo fa sconosciuto, ha ottenuto un sorprendente 22,95% dei voti, un risultato che ha sollevato sospetti e portato a un'indagine approfondita. Secondo i rapporti, migliaia di account falsi su TikTok, attivati in occasione delle elezioni, hanno contribuito a influenzare l'opinione pubblica a favore di Georgescu. Questi account, inattivi dal 2016, sono stati riattivati e utilizzati per diffondere propaganda filo-Mosca, sfruttando la popolarità della piattaforma tra i giovani elettori.
La Corte Costituzionale, in una seduta straordinaria, ha deciso di annullare il voto per garantire la correttezza e la legalità del processo elettorale. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti: mentre alcuni vedono in essa una necessaria misura di protezione della democrazia, altri, tra cui lo stesso Georgescu, parlano di colpo di stato e attacco alla democrazia.
L'inchiesta ha messo in luce anche il ruolo degli influencer, assoldati per la campagna elettorale, e il flusso di denaro dall'estero, elementi che hanno ulteriormente complicato il quadro.




