Psn down per ore: giocatori playstation chiedono rimborsi

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’8 febbraio 2025, il PlayStation Network (PSN) ha subito un’interruzione globale che ha lasciato milioni di utenti impossibilitati ad accedere ai servizi online per quasi 24 ore. Il down, iniziato intorno alle 01:00 ora italiana, ha coinvolto non solo i giochi multiplayer ma anche quelli single player, rendendo inutilizzabili persino i titoli su disco per chi non aveva attivato la connessione in precedenza. Nonostante le numerose segnalazioni da parte degli utenti, Sony ha mantenuto un profilo comunicativo basso, limitandosi a due post sui social network: il primo per annunciare il malfunzionamento e il secondo, a distanza di ore, per comunicare il ripristino dei servizi.

La mancanza di aggiornamenti tempestivi ha alimentato la frustrazione tra i giocatori, molti dei quali hanno espresso il proprio disappunto sui social, chiedendo rimborsi per il tempo di inattività. La situazione è stata ulteriormente complicata dal fatto che anche i giochi PC con accesso obbligatorio ai servizi Sony sono rimasti inaccessibili, ampliando il raggio dell’impatto.

Tra le reazioni più significative, spicca quella di Gamestop, che ha ironizzato sulla situazione ricordando come, ai tempi in cui il formato fisico dominava il mercato, problemi di questo tipo fossero inimmaginabili. Un commento che, al di là del tono scherzoso, ha riacceso il dibattito sulla dipendenza dai servizi digitali e sulla vulnerabilità degli ecosistemi online.

Quando, dopo quasi un giorno, il PSN è tornato operativo, Sony ha rilasciato un breve messaggio di scuse, definendo l’incidente un “inconveniente”. Tuttavia, per molti utenti, le scuse non sono state sufficienti a placare il malcontento, soprattutto considerando la durata dell’interruzione e la mancanza di trasparenza nella gestione della crisi.

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