"Legge Ferragni" per la trasparenza nelle donazioni in Italia
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Redazione Interno
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Il governo italiano sta lavorando su una nuova legge, informalmente nota come "Legge Ferragni", per aumentare la trasparenza nelle donazioni benefiche. Questa mossa è stata motivata dalla necessità di garantire che i singoli casi non influenzino negativamente l'intero settore della beneficenza.
Il contesto
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha recentemente sollevato la questione durante una conferenza stampa di fine anno. Le sue considerazioni sono state motivate dallo scandalo che ha coinvolto le uova di Pasqua Dolci Preziosi e il pandoro Balocco. Questo scandalo ha sollevato dubbi sulla trasparenza delle donazioni e sulla necessità di regole più chiare.
Il Terzo settore e la trasparenza
Il Terzo settore, che comprende le organizzazioni non profit, ha già dei codici per la trasparenza. Tuttavia, la portavoce del Forum ha sottolineato che, nonostante la Riforma, il mondo del Terzo settore è già sottoposto a controlli meticolosi sulle donazioni. Ha inoltre chiesto al Governo che gli enti possano conoscere l'identità dei loro benefattori anche nel caso del 5xmille.
Il business della beneficenza
Il business della beneficenza in Italia vale 80 miliardi di euro. Ci sono stati diversi casi, da Mariotti a Giulia De Lellis, che hanno sollevato la questione della necessità di una regolamentazione che eviti zone d'ombra in un settore delicato come quello della beneficenza.
La necessità di un'autorità
Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia, un'associazione che da 25 anni lotta contro i tumori del seno, ha espresso la necessità di un'autorità che possa regolamentare il settore. Questo potrebbe proteggere il settore da pratiche commerciali scorrette sul web, anche da parte degli influencer. Molti temono i danni che potrebbero essere causati al terzo settore dal diffondersi di tali pratiche.




