Italia, la sorpresa Donnarumma: telefona a Baldini e si fa trovare pronto per le amichevoli di giugno

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Gianluigi Donnarumma, contrariamente a quanto si sarebbe potuto immaginare per un’estate senza grandi palcoscenici, ha rotto gli indugi con una telefonata che sa di presa di posizione. Il capitano, infatti, ha chiamato Silvio Baldini – l’attuale selezionatore dell’Under 21 promosso commissario tecnico ad interim in attesa di tempi migliori – per garantirgli la sua presenza nelle due amichevoli di giugno, in programma contro Lussemburgo e Grecia. Una scelta, la sua, che profuma di contropelo rispetto alla logica del riposo estivo: mentre molti dei titolari avrebbero potuto tirare un sospiro di sollievo e godersi le vacanze, lui ha scelto di fare quadrato, rispondendo con un secco “Mister, io ci sono, se serve una mano” a chi temeva una fuga di massa.

Eppure, i numeri e le circostanze renderebbero giustificabile qualsiasi defezione. L’Italia, com’è ormai tristemente noto, non prenderà parte ai Mondiali del 2026: quella sconfitta ai rigori contro la Bosnia a Zenica ha chiuso un cerchio già fragile, lasciando questi due impegni di giugno – quello del 3 contro il Lussemburgo e quello del 7 contro la Grecia – come un semplice adempimento contrattuale legato ai diritti televisivi più che come un’occasione per attirare folle. Baldini, da par suo, sta preparando una vera e propria rivoluzione silenziosa: in campo manderà molti dei suoi ragazzi, quei giovani che fino a ieri guardavano la Nazionale maggiore dalla porta accanto. E qui viene l’aspetto più singolare, ovvero il fatto che il collante tra l’esperienza e questa nuova linfa sarà proprio il numero uno, l’erede di Zoff e Buffon, che ha deciso di non abbandonare la nave proprio nel momento in cui sembrava arenata in acque basse.

Una squadra che riparte dai giovani e da un solo senatore

Se si osserva la probabile formazione che Baldini ha in mente, lo scenario diventa chiaro: si tratta di un azzurro praticamente inedito, un assemblaggio che mescola la scommessa alla necessità. Tra i pali ci sarà naturalmente Donnarumma, ma davanti a lui la retroguardia sarà composta da giovanissimi come Marco Palestra, Pietro Comuzzo, Fabio Chiarodia e Davide Bartesaghi. A centrocampo, a supportare il gioco, agiranno Nicolò Pisilli – talento della Roma già osservato in ottica futura – insieme a Luca Lipani e Cher Ndour, mentre il reparto offensivo vedrà le accelerazioni di Seydou Fini, Pio Esposito e Luka Koleosho. Di fatto, a parte il capitano, si tratta di un di giocatori che in altre epoche sarebbero stati confinati nei raduni sperimentali estivi; stavolta, invece, compongono l’ossatura di una Nazionale che cerca disperatamente un’identità dopo le macerie lasciate dal ciclo precedente e le dimissioni di Gennaro Gattuso.

Non è difficile leggere in questo gesto un passaggio di testimone silenzioso: Donnarumma porterà sulle spalle la fascia e l’esonero dal Mondiale, ma lo farà circondato da chi deve ancora dimostrare tutto. La decisione di chiamare Baldini, piuttosto che aspettare una convocazione formale, rompe gli schemi del calcio moderno, dove i big tendono a preservarsi in vista degli impegni veri. Qui non ci sono impegni veri all’orizzonte, eppure lui ci sarà, forse per abitudine al ruolo o forse per quella sensazione – mai sopita del tutto – che la maglia pesi uguale anche quando non c’è un trofeo in palio. L’impianto di gioco sarà il collaudato 4-3-3, ma l’anima che dovrà muoverlo è tutta da scrivere, e l’unico a poter mettere una pezza alle ingenuità dei giovani sarà proprio il portiere.

La chiamata che cambia il senso di un’estate

Insomma, l’estate della Nazionale italiana, che minacciava di essere solo un riempitivo noioso tra un campionato finito e uno a iniziare, acquista improvvisamente una trama narrativa inaspettata. Baldini, che fino a ieri pensava di dover gestire un gruppo di ragazzini allo sbando, si ritrova tra le mani un capitano che non molla l’osso: un lusso non da poco per un traghettatore, quello di avere in porta il miglior interprete del settore, un uomo che ha deciso consapevolmente di rinunciare a qualche giorno di meritato riposo per farsi da chioccia. L’aspetto curioso è che, nel farlo, Donnarumma mette in ombra anche quelle stelle che, più o meno giustamente, hanno preferito restare a casa. La sua presenza non rende queste amichevoli più competitive sulla carta, ma le trasforma in un laboratorio vivente dove l’unico “adulto” a disposizione è lui, costretto a fare da parafulmine per le eventuali ingenuità dei compagni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.