Pantone sceglie il bianco Cloud Dancer per il 2026, tra aspirazioni di pace e polemiche inattese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Pantone Color Institute, che dal 1999 fissa le tendenze cromatiche globali influenzando settori che vanno dalla moda al design, ha annunciato che il colore dell'anno 2026 sarà il Cloud Dancer, catalogato come PANTONE 11-4201. Si tratta di una tonalità di bianco definita "svolazzante ed equilibrata", lontana dalla freddezza ottica o dalle calde note del panna, concepita piuttosto per evocare la sofficità evanescente di una nuvola illuminata da un sole invernale. La direttrice creativa Leatrice Eiseman lo ha descritto come "un sussurro di calma e pace in un mondo rumoroso", presentandolo come un simbolo di ripartenza e di spazio mentale da cui ricominciare, una tela neutra dopo gli anni di colori intensi come il Very Peri del 2022, il Viva Magenta del 2023 e il più recente Peach Fuzz.
Una scelta cromatica in controtendenza
La decisione di Pantone segna un deciso allontanamento dalle tinte accese che hanno caratterizzato il recente passato, proseguendo anzi un percorso verso la neutralità iniziato con il Mocha Mousse del 2025. Il Cloud Dancer si propone come l'epitome di un lusso silenzioso e di un'eleganza apparentemente semplice, che nel settore della moda viene già interpretato come un segnale di regalità assoluta e di desiderio di purezza. Molti vedono in questa scelta una risposta collettiva a un'epoca percepita come caotica, un tentativo di offrire, attraverso un codice colore, un riparo psicologico e un invito a "sentirsi leggeri". Tuttavia, ciò che doveva essere un atto puramente estetico e contemplativo si è rapidamente trasformato in un caso che travalica i confini del design.
La polemica sul "suprematismo bianco"
Per la prima volta nella sua storia, Pantone ha infatti selezionato una sfumatura di bianco come colore dell'anno, una scelta che, in un contesto socio-politico globale particolarmente sensibile, non è passata inosservata. L'azienda è stata accusata, da alcune frange, di sostenere simbolicamente ideologie di supremazia bianca, nonostante le spiegazioni ufficiali che hanno ribadito l'assenza totale di qualsiasi intenzione politica o sociale dietro la selezione. La polemica, riportata da fonti come ArtNews, è esplosa rapidamente online, dimostrando come anche un gesto apparentemente innocuo come la scelta di un colore possa caricarsi di significati imprevisti e divisivi. Pantone si è trovata così a dover gestire una controversia per la quale non era preparata, sottolineando come l'interpretazione culturale di un colore possa andare ben oltre le intenzioni dei suoi creatori.




