Borsa Milano, il Ftse Mib non trova pace e perde oltre l'1,4%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non accenna a placarsi la fase di tensione che da giorni grava sui listini italiani, con il principale indice di Piazza Affari costretto a navigare in acque agitate e in netto territorio negativo. Il Ftse Mib, dopo una seduta di ieri sostanzialmente piatta e trascurata dagli investitori, ha infatti ripreso con decisione la sua corsa al ribasso, scivolando ben oltre la soglia psicologica del punto percentuale e confermando un malessere generalizzato che non sembra volersi dileguare neppure dopo il cosiddetto Blue Monday. Alle 11.50 di questa mattina, per intenderci, il paniere dei titoli più capitalizzati della Borsa di Milano segnava un pesante -1,41%, attestandosi a 44.557 punti, dopo aver toccato un minimo giornaliero di appena 44.462 punti.

Un rosso diffuso che coinvolge tutti i segmenti

La pressione vendite, del resto, non ha risparmiato quasi nessuno, estendendo la sua ombra a tutti i principali segmenti del mercato italiano. In flessione dell'1,39% si è infatti confermato il Ftse Italia All Share, mentre anche gli indici che raccolgono le medie e le piccole capitalizzazioni hanno seguito a ruota il trend dominante: il Ftse Italia Mid Cap ha ceduto l'1,3%, mentre lo Star, dedicato alle società con maggiori requisiti di rate governance, ha perso l'1,18%. Un quadro uniformemente segnato dal rosso, insomma, nel quale solo poche, isolate eccezioni sono riuscite a ritagliarsi uno spazio in controtendenza, quasi a ricordare che la borsa rimane pur sempre un universo di scelte individuali e spesso imprevedibili.

Le poche luci in un panorama fosco

Tra queste, spiccano in particolare Amplifon e Campari, due valori che in questa fase hanno mostrato una resilienza inattesa, registrando rispettivamente un +2,54% e un +1,52% in una giornata altrimenti avara di soddisfazioni per gli operatori. Ben diversa, invece, la sorte toccata ad altri big del listino, come DiaSorin, la società biotecnologica specializzata in diagnostica, che ha subito un deciso composto ribasso del 2,65%, posizionandosi tra i fanalini di coda del Ftse Mib. Una performance negativa che, se analizzata su base settimanale, appare ancor più marcata rispetto a quella dell'indice di riferimento, evidenziando una minore attrattività agli occhi del mercato in questo specifico frangente.

Il quadro tecnico e le prospettive di breve periodo

Alla luce di quanto accaduto, il quadro tecnico di brevissimo periodo sembra aver subito una brusca frenata rispetto alle attese. Le analisi, che fino a ieri indicavano un'accelerazione della curva rialzista con un primo target individuato a 45.925 punti, devono ora fare i conti con la concretezza di un ritracciamento più profondo. Il rischio di una discesa fino all'area dei 45.600 punti, in precedenza considerata una semplice correzione temporanea e comunque non pregiudizievole per la salute del trend, appare oggi come un'ipotesi concreta e imminente, che posticipa di fatto le attese per una ripresa della trendline positiva verso quote più ambiziose, come i 46.249 punti. Il mercato, in sostanza, chiede più tempo per consolidarsi, dimostrando una volatilità che riflette le incertezze di uno scenario macroeconomico globale ancora in attesa di assestamenti definitivi, anche alla luce delle nuove politiche economiche che potrebbero essere avviate dall'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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