Addio alla dottoressa Maddalena Carta, morta a 38 anni dopo aver trascurato un malore
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Redazione Salute
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La professione medica piange una delle sue figure più dedicate, la dottoressa Maddalena Carta, scomparsa a soli 38 anni per un infarto che l’ha colta nell’ambulatorio di Dorgali, in provincia di Nuoro. Aveva avvertito i sintomi di un malessere, ma ha scelto di non interrompere il proprio servizio, continuando ad assistere i pazienti fino a quando le forze non l’hanno abbandonata. La Federazione dei Medici di Medicina Generale definisce l’episodio, senza mezzi termini, una “morte sul lavoro”.
Una dottoressa fondamentale per il territorio
La dottoressa Carta, che aveva in carico quasi cinquemila assistiti, rappresentava un presidio essenziale per la collettività, specialmente in un’area interna dove la carenza di risorse è acuta. Il suo impegno, caratterizzato da un’abnegazione che superava il semplice dovere, era noto a tutti. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nella famiglia, ma nell’intera cittadina sarda che da lei dipendeva per le cure primarie.
La testimonianza del fratello Gianmaria
Le parole del fratello Gianmaria dipingono il ritratto di una persona vissuta con altruismo totale. Egli ricorda una sorella che “tornava alle due di notte”, descrivendo orari di lavoro disumani. La sua esistenza, come afferma, è stata spesa “al massimo, sempre al servizio degli altri e quasi mai di se stessa”, una dedizione che considerava una missione più che un impiego.
Un caso simbolo per la medicina territoriale
La tragedia riaccende i riflettori sulle condizioni in cui operano molti medici di famiglia, costretti a carichi di lavoro eccessivi in un contesto di carenza di organici. La storia della dottoressa Carta diventa emblematica di un malessere più ampio che investe l’intera struttura della medicina territoriale. La Federazione chiede a gran voce interventi strutturali per evitare che simili tragedie si ripetano e garantire il benessere di chi dedica anima e corpo al servizio sanitario.




