Scontro sulla tangenziale di Bergamo, tre vite spezzate in un incidente frontale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tangenziale sud di Bergamo, un tratto di asfalto che ogni giorno collega vite e destini, questa mattina, domenica 9 novembre, è diventata il palcoscenico di una tragedia immensa, dove tre esistenze si sono bruscamente interrotte in un fragore di lamiere. Poco dopo le sette, nel tratto che attraversa il comune di Stezzano, precisamente al chilometro 13+100 della statale 470, la routine del primo mattino è stata lacerata da uno scontro di violenza inaudita, che ha visto coinvolte non due, ma tre vetture, in una dinamica che i militari dell’Arma stanno ancora ricostruendo nei suoi dettagli più crudi. Secondo una prima, dolorosa ricostruzione, una Mercedes, la cui marcia procedeva in direzione di Seriate, per cause che sono oggetto di indagine ha oltrepassato la linea di mezzeria, invadendo con impeto la corsia riservata al traffico opposto e andando a colpire frontalmente un furgoncino, una Citroen Berlingo, che invece si dirigeva verso Curno; l’impatto, di una forza devastante, ha poi travolto una terza autovettura, la quale, come la prima, stava percorrendo la strada verso Seriate, in un groviglio di ferro e di dolore che ha immediatamente richiamato sul posto i soccorsi.

Le vittime di una mattina destinata a non finire

Non ci sono stati margini per la speranza per due di loro, stroncati sul colpo dalla furia della collisione. Clinton Sala, che di anni ne aveva appena 23 e risiedeva a Melzo, nel Milanese, era colui che guidava la Mercedes, la vettura da cui, secondo le prime accertamenti, si sarebbe originato l’incidente; al suo fianco, sul sedile del passeggero, sedeva l’amico Denis Cannata, appena ventunenne e originario di Lodi, anch’egli travolto dalla stessa, cieca sorte. Due giovani, le cui vite sono state recise in un attimo, lasciando un vuoto incolmabile nelle loro famiglie e nei loro affetti, mentre le indagini proseguono per dipanare la matassa degli eventi che hanno condotto a quel fatale attraversamento di corsia.

L’artigiano e il fratello, un viaggio di lavoro trasformato in lutto

La terza vita spezzata, in un contrappunto tragico che unisce generazioni diverse in un unico, tragico destino, è quella di Oscar Angioletti, un artigiano di 62 anni, originario di Urgnano ma da tempo residente a Zanica, nella bergamasca. Lui, che era alla guida del furgone Citroen Berlingo investito in pieno dalla vettura fuori controllo, non ha avuto scampo, lasciando nello sconforto più profondo la moglie Alessandra, i figli Federica e Simone, e un intero tessuto di relazioni che lo ricordano per la sua dedizione al lavoro e alla famiglia. Accanto a lui, in quel maledetto viaggio di lavoro, si trovava il fratello Giuseppe, di 64 anni, il quale, seppur ferito nell’urto, è stato trasportato in ospedale in codice giallo, una condizione che, pur non essendo critica, non cancella il trauma di aver vissuto in prima persona la morte del proprio congiunto.

Il lavoro delle forze dell’ordine sul luogo della sciagura

Sul posto, oltre ai mezzi di soccorso che hanno tentato l’impossibile per strappare qualcuno alla morte, sono immediatamente intervenuti i carabinieri, i quali hanno preso in carico le operazioni di constatazione e di rilevamento, necessarie per comprendere fino in fondo la catena di eventi che ha portato a questo bilancio così grave. La statale, arteria vitale per la mobilità della zona, è rimasta a lungo chiusa al transito, con lunghe code e deviazioni che hanno paralizzato il traffico per ore, mentre gli investigatori percorrevano ogni centimetro dell’area per raccogliere indizi e testimonianze, un lavoro meticoloso che procede per dare un nome, e possibilmente una causa, a un accadimento così improvviso e luttuoso.

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