Il conflitto in Ucraina, tra stallo militare e resistenza sul campo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il generale Giorgio Cuzzelli ha descritto la fase attuale del conflitto, che si protrae ormai da anni, come sostanzialmente bloccata sul piano puramente militare. “Dal punto di vista militare, i russi non stanno facendo un passo avanti adesso, come non lo hanno fatto per quattro anni. I russi sono fermi, questa è la verità”, ha dichiarato, offrendo una lettura che, pur riconoscendo l’intensità degli scontri, smorza le narrazioni su avanzate decisive. Ha infatti puntualizzato, con un’analisi che distingue la pressione tattica dall’esito strategico, come “il fatto che siano in grado di esercitare sulle forze ucraine un logoramento particolarmente intenso non vuole dire che stanno vincendo”.

La resistenza di Pokrovsk

Mentre le analisi si confrontano sullo stallo complessivo, sul terreno, specialmente nel Donetsk, la guerra prosegue con ferocia. Gli artiglieri ucraini, asserragliati nelle trincee che costellano le campagne nei dintorni di Pokrovsk, continuano a opporre una resistenza determinata. La loro capacità di risposta, unita agli attacchi coordinati con i droni, sta riuscendo a contenere l’avanzata russa in diversi settori a nord della cittadina, considerata un punto chiave per il controllo dell’intera regione. Per molti di loro, logorati da mesi di combattimenti ininterrotti, il dibattito internazionale sui piani di pace suona distante e astratto, tanto che qualcuno di loro arriva a definirli “carta straccia”. Le loro voci, cariche di una stanchezza che non intacca la determinazione, si interrogano amaramente: “Perché stiamo combattendo se vogliono che rinunciamo a tutto? Stiamo forse difendendo i nostri confini qui solo per cederli?”.

Il quadro operativo sul fronte

In attesa di sviluppi diplomatici, le operazioni lungo l’esteso fronte di 1.300 chilometri registrano comunque delle pressioni costanti. Le forze russe cercano di consolidare le proprie posizioni e di ottenere progressi incrementali in diverse aree, dalle regioni di Zaporizhia e Donetsk fino a quella di Kharkiv, dove le offensive mirano a logorare le difese ucraine e a conquistare terreno palmo a palmo. Questo lento stillicidio di azioni, sebbene non configuri una rottura decisiva delle linee, contribuisce a creare un senso di precarietà e di costante minaccia per le truppe di Kiev, costrette a un dispendioso lavoro di contenimento su più assi simultaneamente.

Le conseguenze sui centri abitati

Parallelamente alle operazioni di terra, le città ucraine continuano a subire l’offensiva aerea russa, che si abbatte ciclicamente su di esse trasformando le notti in ore di paura. I bombardamenti, che prendono di mira sistematicamente le infrastrutture energetiche nel tentativo di fiaccare la resistenza nazionale, non risparmiano purtroppo i centri abitati, colpendo spesso condomini civili con esiti tragici. Uno degli episodi più sanguinosi e recenti, accaduto nella cittadina di Ternopil, situata nell’Ucraina occidentale, ha causato un bilancio particolarmente grave, con trentaquattro vittime accertate, tra le quali si contano anche sei bambini.

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