Ecco come difendersi da Herodotus, il nuovo malware che attacca i conti correnti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Immaginiamo uno smartphone che, all’improvviso, non è più solo uno strumento di comunicazione ma una porta spalancata verso la nostra banca: è questa la realtà che il nuovo malware bancario Herodotus, una delle minacce più sofisticate degli ultimi tempi, sta imponendo a molti utenti. Scoperto da varie società di cybersecurity, tra cui ThreatFabric e SOCRadar, questo trojan per Android rappresenta un’evoluzione inquietante nell’ecosistema del crimine informatico, dimostrando una pericolosità senza precedenti. Il suo nome, che si ispira probabilmente allo storico greco Erodoto – noto come abile narratore e persuasore –, sembra alludere proprio alla sua capacità di inganno, una caratteristica che lo rende particolarmente temibile per chiunque possieda un conto corrente.

Le capacità di un trojan di nuova generazione

Herodotus non è un semplice virus ma un trojan bancario di nuova generazione, le cui funzionalità suggeriscono un vero e proprio salto di qualità rispetto alle minacce finora conosciute. Ciò che lo distingue, rendendolo particolarmente insidioso, è la sua abilità nel simulare il comportamento umano; una tecnica che gli permette di compiere azioni fraudolente bypassando, in molti casi, i sistemi di sicurezza tradizionali. Attivo già in Italia e in Brasile, dove ha colpito con una certa efficacia, sfrutta una combinazione di metodi per infiltrarsi nei dispositivi, spesso sfruttando ingenuità o distrazioni degli utenti, ai quali si presenta come un’applicazione apparentemente innocua.

Il meccanismo d'azione e i rischi per gli utenti

Il meccanismo d’azione del malware, che gli esperti definiscono “molto insidioso”, si basa su una serie di operazioni coordinate che mirano a prendere il controllo del dispositivo. Una volta installato, Herodotus ottiene permessi elevati che gli consentono di monitorare le attività dell’utente, catturando tutto ciò che viene digitato sullo schermo, comprese le credenziali di accesso ai servizi bancari. La sua pericolosità, che alcuni ritengono superiore a quella di molti suoi predecessori, risiede proprio in questa capacità di agire in silenzio, mimando le normali interazioni dell’utente in modo così perfetto da rendere quasi impossibile accorgersi della sua presenza, almeno fino a quando non è ormai troppo tardi.

Le strategie di difesa contro la minaccia

Di fronte a una minaccia così subdola, che fa leva sull’imitazione del comportamento umano per compiere le sue operazioni fraudolente, diventa fondamentale adottare una serie di accorgimenti per proteggere i propri dati e il proprio denaro. La prima regola, sempre valida, è quella di scaricare applicazioni esclusivamente dagli store ufficiali, diffidando di quelle provenienti da fonti non verificate o di cui non si conosce la reputazione. È altrettanto importante prestare massima attenzione ai permessi richiesti durante l’installazione: un’app che chiede autorizzazioni eccessive, non giustificate dalla sua funzione, deve immediatamente destare sospetti. Aggiornare regolarmente il sistema operativo e le applicazioni installate costituisce un’ulteriore barriera, poiché le patch di sicurezza spesso correggono proprio quelle vulnerabilità che malware come Herodotus sono pronti a sfruttare. Infine, l’installazione di un buon antivirus, sebbene non sia una soluzione infallibile, rappresenta un ulteriore strato di protezione in grado di rilevare e neutralizzare molte di queste minacce prima che possano causare danni.

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