Eredità Agnelli, Margherita si costituisce parte civile nel processo contro John Elkann
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Prima udienza preliminare ieri a Torino per l'inchiesta penale che ruota attorno all'eredità dell'Avvocato Giovanni Agnelli e di sua moglie Marella Caracciolo, e già si registra una mossa che promette di accendere ulteriormente gli animi. Margherita Agnelli, madre di John Elkann, ha infatti formalizzato la richiesta di costituirsi parte civile nel procedimento che vede il figlio imputato per presunte irregolarità fiscali legate alla residenza svizzera della defunta nonna e al conseguente mancato pagamento delle imposte di successione.
La richiesta, depositata nel corso dell'udienza preliminare tenutasi presso il Tribunale di Torino, rappresenta il più recente sviluppo di una controversia familiare che ormai si trascina da due decenni e che sembra destinata a non conoscere una rapida soluzione.
La riunione dei filoni e il rinvio a settembre
L'udienza di ieri aveva un significato particolare perché, come riferito dalla Procura, mirava a riunire per la prima volta tutti i diversi filoni di un'inchiesta che si è sviluppata nel tempo, cercando di ricomporre il quadro complessivo delle contestazioni mosse nei confronti di John Elkann.
L'accusa, che al momento è di infedeltà nelle dichiarazioni dei redditi relative alla defunta Marella Agnelli e di truffa ai danni dello Stato, si concentra sulla presunta fittizietà della residenza della vedova dell'Avvocato in territorio elvetico, una circostanza che avrebbe consentito di ridurre significativamente l'imponibile fiscale sulla cospicua eredità.
La complessità della materia e la mole di documentazione da esaminare hanno tuttavia suggerito al giudice di rinviare l'udienza al prossimo mese di settembre, concedendo così alle parti il tempo necessario per approfondire le rispettive posizioni.
Vent'anni di contenzioso tra i rami della famiglia
La vicenda processuale si innesta in un contesto di conflitto aperto che vede contrapposti, da un lato, i tre fratelli Elkann – John, Ginevra e Lapo – e dall'altro la madre Margherita, insieme a quattro dei cinque figli nati dal secondo matrimonio con il russo Serge de Pahlen, ovvero Peter, Anna, Tatiana e Sofia (mentre la quinta figlia, Maria, si è finora tenuta fuori dalla disputa).
Quanto sia profondo e radicato il dissidio tra le parti lo dimostra il fatto che, accanto alla richiesta di costituzione di parte civile nel processo penale, Margherita Agnelli avrebbe avanzato anche una specifica domanda di risarcimento per danni morali nei confronti del primogenito, una cifra che si aggirerebbe attorno a 1,3 milioni di euro. La posta in gioco è naturalmente altissima, se si considera il valore del patrimonio ereditario, e nessuna delle due parti, a giudicare dalle mosse compiute in questi anni, sembra disposta a concedere un passo indietro.
Gli aspetti fiscali e le contestazioni della Procura
Il cuore dell'indagine penale, che ha portato all'iscrizione di John Elkann nel registro degli indagati, riguarda la gestione della residenza fiscale di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli, deceduta nel 2019 all'età di novantadue anni. Secondo la ricostruzione della Procura di Torino, la donna avrebbe mantenuto una residenza ufficiale in Svizzera che non corrisponderebbe al suo effettivo centro di interessi, determinando così un risparmio fiscale illegittimo sull'imposta di successione.
La difesa di Elkann, dal canto suo, respinge con fermezza le accuse sostenendo la piena regolarità della posizione fiscale della nonna e la correttezza dei comportamenti tenuti dall'amministratore delegato di Stellantis e presidente di Ferrari nella gestione della successione. La costituzione di parte civile di Margherita Agnelli, che formalizza la sua posizione di parte offesa nel procedimento, aggiunge ora un ulteriore elemento di tensione a un quadro già di per sé complesso e destinato a tenere banco nelle aule giudiziarie per molti mesi a venire.




