Giro d’Italia 2026, tra Bulgaria e grandi manovre: Vingegaard parte favorito, montepremi da 1,6 milioni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un momento, ogni anno, in cui il Giro d’Italia smette di essere soltanto una corsa e torna a diventare una questione di potere. Per la 109esima edizione, che prenderà il via l’8 maggio da Nessebar, in Bulgaria, il potere ha il volto compassato di Jonas Vingegaard. Il danese della Visma-Lease a Bike, che arriva a questo appuntamento forte di due successi al Tour e di una Vuelta, si presenta sulla linea di partenza con un obiettivo chiaro: completare quella che gli appassionati chiamano la Tripla Corona, ovvero la conquista di tutti e tre i Grandi Giri. A renderne il compito potenzialmente meno gravoso, va detto, concorre una lista di assenze illustri – a cominciare da Pogacar, che ha scelto di puntare tutto sulla Grande Boucle – che di fatto libera il campo da alcuni degli ostacoli più temuti. E così, mentre il gruppo si prepara ad affrontare i 3.459 chilometri totali (con un dislivello che sfiora i 50mila metri), i bookmakers gli accordano una fiducia quasi plebiscitaria, con quote che oscillano attorno a 1,25.

L’anti-Vingegaard cerca casa tra le fila di Bora, Ineos e UAE

Se il danese è il favorito designato, il ruolo di antagonista principale sembra essere stato cucito addosso a Giulio Pellizzari, il giovane di Camerino che corre per la Red Bull-Bora-Hansgrohe. Reduce da un sesto posto nell’edizione precedente e fresco di successi nelle corse di avvicinamento, il marchigiano è indicato dalle agenzie di scommesse come l’unico in grado di reggere il confronto a lungo termine: lo testimoniano le sue quote, ferme a 6,00, che lo distaccano nettamente da un manipolo di inseguitori. Tra questi, spiccano i nomi di Adam Yates (UAE Team Emirates), chiamato a raccogliere un’eredità ingombrante dopo il trionfo del gemello Simon, e quello di Egan Bernal, l’ex vincitore della corsa che con la maglia della Ineos Grenadiers cerca un’autorevole riconferma. Non bisogna dimenticare, poi, la presenza di Felix Gall (Decathlon) e Jai Hindley, anch’essi pronti a giocarsi le loro carte nelle tre settimane di corsa.

Il Giro cambia pelle: partenza storica dalla Bulgaria e montepremi sostanzioso

Ma c’è un’altra novità, quest’anno, a catalizzare l’attenzione, ed è geografica prima ancora che sportiva. Per la sedicesima volta nella sua storia, la Corsa Rosa alza il sipario fuori dai confini nazionali, e lo fa approdando per la prima volta in Bulgaria. Le prime tre frazioni si snoderanno tra le antiche coste del Mar Nero, lo skyline medievale di Veliko Tarnovo e i passi montani sopra Sofia, offrendo un quadro suggestivo che anticipa la grande battaglia. Dal punto di vista economico, il Giro d’Italia 2026 conferma la sua solidità: il montepremi complessivo supera abbondantemente il milione e mezzo di euro (stando ai dati ufficiali si aggira sugli 1,64 milioni), con il vincitore finale che porterà a casa un assegno da 265mila euro, una cifra che ovviamente verrà poi suddivisa con i compagni di squadra e lo staff tecnico.

La macchina organizzativa: 170 ore di tv tra Rai, Eurosport e le sfide per le maglie

La copertura mediatica, come prevedibile per un evento di questa portata, sarà capillare. In Italia, la Rai offrirà un racconto lungo 170 ore tra televisione e radio, mentre le piattaforme internazionali come Eurosport e HBO Max garantiranno una diffusione globale senza precedenti, grazie a tecnologie immersive che permetteranno la multipiattaforma e la scelta della lingua. Fuori dalla lotta per la maglia rosa – dove indossare la maglia da leader vale 2mila euro al giorno – i rincorsi per le altre classifiche promettono scintille. Sulla maglia a punti (ciclamino) è atteso il duello tra i velocisti, mentre per la maglia azzurra dei Gran Premi della Montagna il favorito d’obbligo è Giulio Ciccone (Lidl-Trek), quotato 3,50, anche se l’eventuale strapotere di Vingegaard in alta quota potrebbe alterare le gerarchie. La frazione regina, con il Passo Giau come Cima Coppi, e l’unica cronometro individuale in programma in Toscana rappresenteranno i due crocevia fondamentali, quelli dove il potere dei favoriti – o il coraggio degli outsider – potrebbe scrivere la prima, vera pagina decisiva di questo Giro.

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