Banche, utili record a 47,5 miliardi nel 2025 ma il motore è il nuovo che avanza

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il bottino messo a segno dai colossi del credito italiano nel primo trimestre dell’anno, seppur rilevante, racconta solo un frammento di una storia finanziaria ben più ampia e strutturata. Considerando l’intero arco del 2025, i dati diffusi dal Centro studi di Unimpresa dipingono un quadro di solidità senza precedenti: un utile netto aggregato di 47,5 miliardi di euro. fisac-cgil +3

Un risultato, questo, che non solo supera i 46,5 miliardi del 2024 e i 40,6 del 2023, ma certifica una redditività ormai lontana dagli echi della pandemia, quando nel 2020 il settore aveva toccato un minimo di appena 2,2 miliardi. A sostenere questi numeri – quasi 210 miliardi di utile cumulato negli ultimi otto anni – è però un meccanismo economico profondamente mutato rispetto al recente passato. milanofinanza +3

Addio ai tassi d’oro, benvenuto alle commissioni

La leva che per anni aveva alimentato i conti economici, ovvero il margine di interesse, sta progressivamente lasciando spazio ad altre voci. Se nel biennio 2023-2024 la stretta monetaria della Bce aveva gonfiato i ricavi da interessi, portandoli a picchi di 64,4 miliardi, il 2025 ha segnato una flessione a 59,9 miliardi.

A raccogliere il testimone sono ora le commissioni, divenute il vero motore della redditività per colmare quel vuoto lasciato dai tassi in discesa. advisoronline +3

I ricavi complessivi del settore si sono attestati a 110,2 miliardi, sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente, e proprio la stabilità di questo aggregato suggerisce che il peso dei servizi e delle attività di consulenza stia bilanciando perfettamente il minor contributo dell’attività creditizia tradizionale. mediaset +3

La sfida dell’innovazione e il costo della fiscalità

Tuttavia, questa transizione non è priva di insidie per gli istituti, i quali si trovano costretti a inseguire un valore aggiunto che i clienti – specie quelli commerciali – richiedono sempre più digitale.

Da un lato, iniziative come l’azzeramento delle commissioni sui micropagamenti Pos, confermato da alcuni gruppi per l’intero 2025 nell’ambito di accordi con le associazioni di categoria, rappresentano un tentativo di fidelizzare la clientela e incentivare l’uso delle transazioni elettroniche. milanofinanza +3

Dall’altro, la pressione competitiva esercitata da player globali nel settore dei pagamenti spinge le banche a digitalizzare i processi creditizi, offrendo finanziamenti a breve termine accessibili interamente via web senza però rinunciare alla consulenza umana. Un equilibrio delicato, che mira a difendere quei ricavi da servizi su cui oggi si gioca gran parte della partita. sky +3

A ciò si aggiunge un capitolo fiscale significativo: nonostante l’utile record, le imposte versate sono state pari a 9,1 miliardi, con un’aliquota media effettiva (tax rate) scesa al 19,2% – in calo di cinque punti percentuali rispetto al 24,2% dell’esercizio precedente. mediaset +3

Concentrazione e riduzione della rete fisica

La fotografia scattata dalla Banca d’Italia, contestualmente a questi risultati, conferma un trend di razionalizzazione strutturale che accompagna la corsa agli utili. Il sistema conta ormai 129 intermediari, cinque in meno rispetto all’anno precedente, suddivisi tra 48 gruppi bancari e 81 banche indipendenti.

Una contrazione che riflette le logiche di efficienza e che si manifesta anche sul territorio, dove gli sportelli continuano a ridursi nonostante la solidità patrimoniale degli istituti. affaritaliani +3

La quota del settore bancario sull’intero sistema finanziario italiano rimane comunque preponderante, rappresentando il 56% delle attività complessive degli intermediari. Se da un lato gli utili volano e l’occupazione subisce tagli, dall’altro il gettito fiscale erogato dall’industria del credito resta consistente, alimentando un dibattito – implicito nei numeri di Unimpresa – sulla distribuzione di questa ricchezza tra azionisti, risparmiatori ed erario. mediaset +3

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