L’Ue colpisce Apple e Meta con multe miliardarie: "Penalizzate perché americane"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La Commissione europea ha inflitto a Apple e Meta sanzioni per un totale di oltre 700 milioni di euro, accusando le due società di aver violato le norme del Digital Markets Act (DMA), il regolamento che impone ai colossi digitali di garantire maggiore concorrenza e trasparenza. Se Apple è stata multata con 500 milioni per aver ostacolato l’informazione sugli store alternativi all’App Store, Meta dovrà pagare 200 milioni per non aver offerto agli utenti un’opzione che limitasse l’utilizzo dei dati personali.
Joel Kaplan, Chief Global Affairs Officer di Meta, ha reagito con durezza, sostenendo che Bruxelles "sta cercando di penalizzare le aziende americane di successo", mentre permetterebbe a quelle cinesi ed europee di operare con standard diversi. Una posizione che riecheggia il linguaggio usato in passato da Donald Trump, il quale aveva più volte accusato l’Ue di protezionismo anti-americano.
Le sanzioni, come spiegato dall’esecutivo comunitario, sono state calcolate in base alla gravità e alla durata delle violazioni, pur rimanendo ben al di sotto del tetto massimo previsto dal DMA, che può arrivare al 10% del fatturato globale. L’indagine, durata un anno, ha confermato che Apple ha impedito agli sviluppatori di informare gli utenti su offerte esterne all’App Store, mentre Meta non ha garantito una reale alternativa al modello "pay or consent", che obbliga gli utenti a cedere i propri dati per accedere ai servizi.
La decisione rischia di inasprire ulteriormente i rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea, già tesi per le trattative su dazi e accordi commerciali. Se da un lato Bruxelles insiste sulla necessità di regole più severe per evitare abusi di posizione dominante, dall’altro le big tech statunitensi denunciano un trattamento discriminatorio, sostenendo che il DMA finisce per colpire soprattutto loro.




