Jovanotti racconta la malattia a due anni: "I medici mi hanno salvato la vita"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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"Devo la mia vita ai medici". Con queste parole, pronunciate durante la prima puntata di Noos – L’avventura della conoscenza, Jovanotti ha svelato un episodio drammatico della sua infanzia, rimasto finora poco noto. Ospite di Alberto Angela, il cantautore ha descritto con tono pacato ma vivido la grave enterite che lo colpì a due anni, rischiando di spegnergli la vita. "Avevo una febbre altissima, non assimilavo il cibo, stavo morendo", ha raccontato, sottolineando come, senza l’intervento dei medici, sarebbe entrato a far parte di quelle statistiche di mortalità infantile che ancora oggi segnano molte parti del mondo.
Il dialogo tra i due, trasmesso su RaiUno, ha assunto i toni di un confronto autentico, in cui la curiosità scientifica di Angela si è intrecciata con la sincerità disarmante di Jovanotti. Quest’ultimo, del resto, ha spesso dimostrato di saper trasformare esperienze personali in riflessioni universali, e questa non è stata un’eccezione. Senza retorica, ha ricordato il padre – impiegato ai Musei Vaticani – e l’infanzia trascorsa tra quei corridoi "lunghi e scivolosi", per poi passare a un altro ricordo, più intimo e doloroso.
Quella malattia, che i medici faticarono a diagnosticare, lo segnò profondamente. "Non capivano cosa fosse", ha ammesso, lasciando trapelare quanto quell’episodio abbia influito sul suo rapporto con la medicina e, forse, con la vita stessa. Eppure, anziché indugiare sul dramma, ha scelto di chiudere il racconto con un messaggio di gratitudine, quasi a ribadire che la fragilità, se affrontata, può diventare una forza.




