Droni ucraini nel porto di Taganrog, serbatoi e petroliera in fiamme: la risposta russa su Odessa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’escalation notturna lungo le linee del conflitto russo-ucraino ha preso di mira, ancora una volta, le infrastrutture energetiche e portuali, con il porto di Taganrog, città strategica sul mar d’Azov, che è diventato il centro dell’offensiva dei droni di Kiev.

Secondo quanto riportato dai canali Telegram russi, che spesso fungono da primi canali informativi in assenza di comunicati ufficiali immediati, l’esercito ucraino avrebbe colpito obiettivi sensibili non solo nella regione di Rostov ma anche in altri territori sotto il controllo amministrativo di Mosca. ilsole24ore +1

Immagini e video diffusi dai residenti mostrano il momento dell’impatto, con colonne di fumo che si alzano dalle strutture industriali della zona, suggerendo un raid su larga scala che ha messo in difficoltà i sistemi di difesa locali. ilsole24ore +1

L’attacco nel porto di Taganrog e i danni alle infrastrutture

Il governatore dell’oblast di Rostov, Yuri Slusar, ha confermato attraverso il suo canale Telegram l’accaduto, fornendo un quadro preciso – seppur parziale – dei danni causati dalle esplosioni.

Un serbatoio di carburante, una petroliera e un edificio amministrativo, situati all’interno del perimetro portuale, hanno preso fuoco a seguito dell’attacco con droni, un attacco che la difesa contraerea russa sostiene di aver contrastato almeno in parte abbattendo numerosi velivoli senza pilota nei cieli della regione. ilsole24ore +1

Non si tratta di un episodio isolato, se si considera che la stessa città di Taganrog, situata a poche decine di chilometri dai territori occupati del Donbass, è stata già bersaglio di incursioni aeree nei giorni precedenti, inclusi raid mirati contro impianti di riparazione aeronautica.

Le operazioni di spegnimento sono state avviate immediatamente, ma le fiamme hanno richiesto diverse ore per essere domate, lasciando intravedere la vulnerabilità delle strutture logistiche russe anche in profondità rispetto alla linea del fronte. ilsole24ore +1

Il massiccio raid russo su Odessa e Zaporizhzhia

Se la notte ha portato il fuoco sul versante russo, la rappresaglia di Mosca non si è fatta attendere, riversandosi con violenza incontrastata sulle città ucraine.

Nella stessa notte tra il 29 e il 30 maggio – ma con una escalation che ha caratterizzato l’intera giornata del 29 – le forze di occupazione hanno lanciato uno dei più massicci attacchi di droni degli ultimi mesi, impiegando 232 velivoli senza pilota contro obiettivi sparsi in tutto il territorio nazionale. ilsole24ore +1

La difesa aerea ucraina, nonostante l’impegno e l’efficacia dimostrata, ha dichiarato di aver intercettato 217 di questi droni, ma quelli che sono riusciti a superare lo scudo antiaereo hanno comunque provocato danni ingenti, in particolare nelle strategiche città meridionali di Odessa e Zaporizhzhia. ilsole24ore +1

A Odessa, dove il governatore regionale Oleh Kiper ha monitorato la situazione, le conseguenze per la popolazione civile sono state immediate e pesanti: circa 4.000 persone sono rimaste senza elettricità a causa dei danni alle linee di alimentazione, un danno collaterale che in pieno conflitto aggrava ulteriormente le condizioni di vita dei residenti. ilsole24ore +1

Parallelamente agli attacchi contro le infrastrutture civili, i droni russi hanno centrato tre navi mercantili che transitavano nel corridoio marittimo ucraino sul Mar Nero, un’azione che mira a minare la sicurezza delle rotte commerciali e a ostacolare l’economia ucraina, ferendo due membri dell’equipaggio a bordo. ilsole24ore +1

Più a est, nella regione di Zaporizhzhia, un attacco separatosi dal gruppo principale ha colpito una zona residenziale: tre persone sono rimaste ferite, tra cui un’anziana, mentre le squadre di soccorso sono intervenute per spegnare un incendio causato dalla rottura di un gasdotto, segno che la guerra si insinua ormai capillarmente nei tessuti urbani più fragili. ilsole24ore +1

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