Giornata mondiale della Menopausa, un passaggio da vivere con consapevolezza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   Il 18 ottobre, data promossa a livello internazionale dalla Società Internazionale della Menopausa, riporta ogni anno l'attenzione su una fase fisiologica dell'esistenza femminile che, nonostante la sua universalità, continua a essere avvolta da un alone di imbarazzo e disinformazione, un silenzio che spesso impedisce di coglierne le potenzialità transformative. Proprio per sfidare questi luoghi comuni, voci autorevoli del panorama ginecologico italiano, come Rossella Nappi, Cinzia Polo, Monica Calcagni e Raffaela Di Pace, si spendono da tempo per restituire a questo evento la sua dignità profonda, sottolineando come esso non rappresenti un declino ma piuttosto un capitolo nuovo, da affrontare con gli strumenti adeguati. Un cambiamento che, se da un lato segna la fine della fertilità, dall'altro può inaugurare un periodo di rinnovata conoscenza di sé e di cura consapevole, laddove si abbia accesso a una corretta informazione e a un supporto competente.

Il ruolo centrale della medicina dello stile di vita

In questo percorso di transizione, un alleato fondamentale, spesso sottovalutato pur essendo alla portata di tutti, è rappresentato da un approccio sano alla quotidianità, che la medicina dello stile di vita eleva a vero e proprio pilastro terapeutico. È infatti dimostrato come una alimentazione equilibrata, una regolare attività fisica, una buona qualità del sonno e il mantenimento di relazioni sociali positive possano influire in maniera significativa nel mitigare molti dei disturbi associati a questa fase. Si tratta di interventi non farmacologici che, agendo in sinergia, contribuiscono a migliorare il benessere generale, offrendo alla donna un maggiore controllo sulla propria salute e sulla percezione che ha di sé, in un momento in cui il Corpo, attraverso cambiamenti a volte destabilizzanti, richiede una rinnovata attenzione.

Oltre i sintomi, il valore sociale della donna over 50

La conversazione pubblica sulla menopausa, come evidenziato da esperti del calibro di quelli della Società Italiana della Menopausa, non può però limitarsi alla sola sfera clinica, per quanto cruciale, ma deve necessariamente abbracciare una prospettiva più ampia, che riconosca il ruolo sociale delle donne in questa fascia d'età. Esse costituiscono, numericamente, una porzione rilevante della popolazione, una risorsa straordinaria in termini di esperienza, competenze e energia, il cui contributo alla collettività rischia di essere sminuito se il dibattito si concentra esclusivamente sulle criticità. Il calo degli estrogeni, che sta alla base di manifestazioni quali le vampate di calore, l'insonnia, l'instabilità dell'umore e, successivamente, la secchezza vaginale, rappresenta sì il cuore della questione fisiologica, ma non deve oscurare la pienezza della vita che queste donne continuano a condurre e a costruire.

Iniziative concrete: l'Open Week End di Fondazione Onda

Per tradurre i principi di informazione e prevenzione in azioni tangibili, Fondazione Onda ETS organizza, in prossimità della Giornata Mondiale, un Open Week End che coinvolge una rete di ospedali riconosciuti con il Bollino Rosa. L'iniziativa, in programma dal 17 al 19 ottobre, mette a disposizione delle donne servizi gratuiti che spaziano dalle consulenze specialistiche e i colloqui informativi agli esami strumentali, fino all'allestimento di punti informativi dove ritirare materiale dedicato. Questa offerta, che mira a rendere la salute un bene accessibile, facilita l'avvicinamento a percorsi di diagnosi e cura, abbattendo quelle barriere, pratiche e culturali, che troppo frequentemente inducono a trascurare segnali importanti o a rinviare controlli necessari.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.