Cuba, crisi sempre più grave tra blackout, acqua e sanità

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La crisi a Cuba si aggrava tra blackout, acqua razionata, carenza di carburante e difficoltà nel reperire medicinali essenziali, con conseguenze che coinvolgono famiglie, imprese e strutture sanitarie nell’intera isola. L’embargo e il blocco petrolifero imposti dagli Stati Uniti stanno contribuendo a rendere ancora più pesante una situazione economica già segnata dalla scarsità di risorse. Nell’ultimo anno il quadro è peggiorato drasticamente dopo la forte riduzione delle forniture di petrolio provenienti dal Venezuela, a lungo principale fornitore del Paese, mentre il rafforzamento della pressione economica statunitense ha portato anche all’interruzione delle importazioni dal Messico.

Blackout e carburante scarso cambiano la vita quotidiana a Cuba

La crisi energetica emerge in modo diretto nella vita di tutti i giorni, con intere città che possono rimanere senza luce e abitazioni prive di acqua corrente. La mancanza di energia non riguarda soltanto le case, perché si riflette sull’attività delle imprese, sulla disponibilità dei servizi e sul funzionamento delle strutture sanitarie, già alle prese con la scarsità di medicinali essenziali. La riduzione delle forniture petrolifere ha quindi un impatto che si estende oltre il semplice approvvigionamento di carburante e si intreccia con una crisi economica che rende più difficile garantire continuità alle attività quotidiane in diverse aree dell’isola.

Anche a Baracoa, nella provincia di Guantánamo, la disponibilità di corrente condiziona attività che rappresentano un riferimento per la città. La Voz del Toa - Radio Baracoa, fondata il 24 febbraio 1953, trasmette ogni giorno dalle 6 del mattino alle 10 di sera, ma soltanto quando l’elettricità lo permette e quando funzionano i pannelli solari. Erisela Azaharez e Quinidio Mosquera Ray sono tra gli animatori e conduttori dell’emittente. Il funzionamento della radio mostra concretamente come i blackout entrino nella routine quotidiana, imponendo limiti anche a un servizio attivo per molte ore della giornata.

A L’Avana ristoranti tra sale vuote, prezzi e prodotti introvabili

Le difficoltà attraversano anche la ristorazione dell’Avana, dove mantenere aperto un locale significa fare i conti contemporaneamente con blackout, carenze di prodotti, aumento dei prezzi e crollo del turismo. Anche un ristorante noto come La Guarida, diventato celebre grazie al film “Fragola e cioccolato”, presenta sale vuote e terrazze chiuse. Dainel Castillo, proprietario di un ristorante, descrive una gestione segnata da più problemi contemporanei: la disponibilità della luce, i prezzi e l’approvvigionamento. Sono elementi che incidono direttamente sulla possibilità di lavorare e mostrano come la crisi economica ed energetica raggiunga anche attività legate alla ristorazione e alla presenza dei visitatori.

Le difficoltà dell’Avana si inseriscono nello stesso scenario che attraversa il resto del Paese, dove la disponibilità di beni e servizi dipende sempre più da risorse difficili da reperire. La scarsità di prodotti condiziona i ristoranti, mentre la mancanza di carburante e i blackout rendono più complicata la gestione ordinaria delle attività. A questo si aggiungono prezzi in aumento e una riduzione del turismo, fattori che restringono ulteriormente gli spazi operativi per i locali. Le sale vuote e le terrazze chiuse diventano così uno degli effetti visibili di una crisi che coinvolge contemporaneamente energia, approvvigionamenti e attività economiche.

Da Santiago a Baracoa, la crisi dentro un territorio agricolo

Il percorso da Santiago a Baracoa richiede circa cinque ore su una Wawa, il tipico bus locale, lungo una strada dissestata attraversata da carretti trainati da cavalli, agricoltori, donne in moto e in bicicletta. Baracoa, indicata come la città più antica di Cuba, si trova nella parte sud-orientale dell’isola ed è circondata da un paesaggio molto verde, con alberi da frutta e coltivazioni di caffè, cacao, cocco e banane. I muri colorati segnano l’ingresso nella città, dove la quotidianità continua tra attività agricole, spostamenti locali e servizi che devono adattarsi alla disponibilità dell’energia elettrica.

Il racconto di Baracoa mostra un’altra dimensione della situazione cubana, lontana dai ristoranti dell’Avana ma legata agli stessi problemi di fondo. Nel territorio agricolo della provincia di Guantánamo, le attività proseguono tra coltivazioni, trasporti e un’emittente che può andare in onda soltanto quando la corrente o i pannelli solari lo consentono. La crisi a Cuba assume quindi forme differenti a seconda dei luoghi: nelle città si manifesta con locali vuoti, prodotti difficili da trovare e blackout, mentre in altre zone entra nel funzionamento quotidiano dei servizi e negli spostamenti. Energia, carburante, acqua e medicinali restano gli elementi concreti attorno ai quali si misura la pressione che attraversa l’isola.

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