Assalto al portavalori sulla Brindisi-Lecce, un carabiniere ferito e due arresti: tra loro un ex paracadutista

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’odore della terra smossa e degli ulivi si mescola, nel ricordo, al furore dello scontro. Nel reparto di Ortopedia dell’ospedale “Fazzi” di Lecce, il carabiniere della compagnia di Campi Salentina ripercorre i minuti che lo hanno visto protagonista e vittima di una caccia all’uomo nelle campagne dopo l’assalto al portavalori sulla statale 613. «Sono stato colpito, ma non ho mollato e ne ho preso uno», racconta, mentre l’adrenalina lascia il posto al dolore delle contusioni provocate da quello che definisce, senza esitazione, un combattimento Corpo a corpo. Il suo sguardo, però, resta fermo, a dispetto delle ferite che porta addosso come segni tangibili di una battaglia campale risoltasi non lontano dall’asfalto di una strada già tristemente nota per episodi di criminalità. A interrompere l’azione del commando, che aveva messo a ferro e fuoco la statale, è stata infatti la prontezza di una pattuglia, la cui reazione ha costretto i banditi a una fuga precipitosa attraverso i campi, dove si è consumato l’epilogo.

L'inseguimento e le manette

Quell’inseguimento da film, sviluppatosi sotto il sole salentino tra una curva e l’altra di sterrati polverosi, ha portato all’arresto di due uomini, fermati nello stato di fermo e poi tradotti in carcere a Lecce. Si tratta di Giuseppe Iannelli, trentanovenne di Foggia, e di Giuseppe Russo, che di anni ne ha sessantadue, anch’egli foggiano. A loro, oltre alle accuse di rapina, è stato contestato il tentato omicidio, legato presumibilmente alla violenza dell’agguato e allo scontro con le forze dell’ordine. Le indagini, coordinate dalla procura, stanno ora ricostruendo ogni dettaglio dell’operato del gruppo, cercando di chiarire dinamiche e responsabilità di un piano che, per un errore di tempistica da parte degli assalitori, è fallito prima di produrre il bottino sperato. L’episodio riporta alla memoria, inevitabilmente, il maxi colpo da quattro milioni di euro realizzato sullo stesso tratto stradale nel 2024, un precedente che ancora oggi fa riflettere sulle modalità operative di bande specializzate in questo genere di attacchi.

Il profilo di un arrestato

Tra i due fermati, il profilo di Giuseppe Iannelli suscita particolare attenzione per il suo passato militare. L’uomo, stando a quanto accertato dalle prime indagini, è stato infatti un paracadutista con una lunga esperienza nel battaglione San Marco, un di élite della Marina Militare. Una formazione che implica un addestramento rigoroso, fisico e tecnico, e che ora solleva interrogativi su come quelle competenze possano essere state deviate verso attività criminali. Questo elemento, unito all’età avanzata del secondo arrestato, compone un quadro non banale della composizione del commando, suggerendo un gruppo forse ridotto nel numero ma potenzialmente molto determinato. Le perquisizioni disposte a Foggia, nelle zone di residenza dei due, mirano proprio a raccogliere elementi per comprendere la portata della loro rete e l’eventuale presenza di altri complici.

Le indagini in corso

Le attività investigative procedono ora su due binari principali: da un lato l’analisi scrupolosa di quanto accaduto sulla statale, con il riesame di ogni filmato disponibile e l’ascolto di tutti i testimoni, compresi gli operatori del portavalori che hanno vissuto da vicino i momenti di tensione dell’agguato; dall’altro la ricostruzione della vita e degli spostamenti dei due arrestati nei giorni precedenti il fatto. Gli inquirenti sono al lavoro per stabilire con precisione la catena degli eventi, da come è stato organizzato il blocco stradale alla scelta del punto di attacco, fino alle vie di fuga predisposte. La vicenda giudiziaria, che muove i suoi primi passi, dovrà inoltre accertare il livello di partecipazione di ciascuno e valutare ogni elemento, compreso il coraggioso intervento del carabiniere ferito, la cui testimonianza diretta costituisce un tassello fondamentale per la ricostruzione dei fatti.

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