Antognoni e Fiorentina, lo strappo sul centenario: "O mi prendono in giro o pensano che sia bischero"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La distanza tra Giancarlo Antognoni e la Fiorentina, anziché ridursi in vista dell'evento più atteso dai tifosi viola, continua ad aumentare in modo preoccupante. Lo storico numero 10, bandiera indimenticabile del club gigliato, ha scelto la serata di un premio a La Spezia per ribadire con forza la sua posizione, ormai irrevocabile, in merito alle celebrazioni per il Centenario che prenderanno il via il prossimo 29 agosto.

L'invito formale lanciato qualche giorno fa dal presidente Giuseppe Commisso, corredato dalla proposta di ritirare per l'intera stagione la maglia numero 10 in suo onore, non ha sortito l'effetto sperato, anzi, ha innescato una reazione durissima da parte dell'ex capitano.

Il comunicato che ha fatto infuriare Antognoni

Il fulmine a ciel sereno, per Antognoni, è arrivato con la lettura di un comunicato ufficiale del club che parlava del ritiro della sua maglia. "Sono andato via dalla Fiorentina per problemi con la proprietà" ha ricordato il campione del mondo 1982, riferendosi all'addio consumato cinque anni fa, quando lasciò il ruolo di dirigente e consulente. "Dopo cinque anni leggo un comunicato in cui si parla del ritiro della mia maglia. O mi prendono in giro o pensano che io sia bischero" ha affermato senza mezzi termini, utilizzando un'espressione toscana che non lascia spazio a interpretazioni.

La sensazione di essere stato preso in giro, o quantomeno di non essere stato considerato nella giusta maniera, ha alimentato un risentimento che sembra ormai aver superato il punto di non ritorno.

Il rifiuto secco e il ruolo della proprietà

La proposta di Commisso, che prevedeva l'omaggio della maglia numero 10 per un anno, è stata recepita da Antognoni come un gesto tardivo e, a suo modo di vedere, poco rispettoso della storia che lo lega alla Fiorentina. L'ex dirigente viola ha ribadito in più occasioni che la sua assenza alle celebrazioni del Centenario non è una decisione dell'ultimo minuto, ma una scelta maturata nel tempo, dopo aver constatato l'impossibilità di ricucire lo strappo con l'attuale dirigenza.

Nel corso dell'evento spezzino, le sue dichiarazioni sono state nette e hanno spento le residue speranze di un riavvicinamento in extremis, alimentate da una parte della tifoseria che sognava di riabbracciare il proprio idolo in una data così solenne.

La difesa del figlio Alessandro e il clima teso

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato il figlio di Giancarlo, Alessandro, che attraverso un post su Facebook ha difeso a spada tratta il padre, confermando il profondo malumore che serpeggia nell'entourage dell'ex capitano. Il gesto del figlio ha evidenziato come il disappunto non sia solo personale, ma coinvolga l'intera sfera familiare, rendendo la frattura con il club ancora più profonda e dolorosa per i sostenitori viola.

La vicenda si trascina ormai da tempo e le prospettive di una soluzione in prossimità dell'evento del 29 agosto sembrano ridotte al lumicino, con Antognoni che ha ormai assunto una posizione di chiusura totale nei confronti della proprietà di Commisso.

Un centenario segnato dall'assenza illustre

La mancata partecipazione di Giancarlo Antognoni, simbolo indiscusso della Fiorentina per un'intera epoca, rischia di gettare un'ombra importante sulle celebrazioni dei cento anni del club. L'ex numero 10, che ha legato il suo nome a due Coppe Italia e a una lunga militanza terminata nel 1987, rappresenta per i tifosi più anziani l'ultimo grande capitano, mentre per le nuove generazioni è il ricordo vivente di un calcio romantico e genuino.

La sua assenza, motivata da un dissidio che affonda le radici in questioni di merito e di metodo con la gestione attuale, rappresenta una ferita aperta che la società non è riuscita a rimarginare, neppure di fronte all'appuntamento più importante della sua storia centenaria.

La replica a distanza e il futuro del club

Il presidente Giuseppe Commisso, dal canto suo, aveva provato a tendere un ponte con l'iniziativa del ritiro della maglia, ma la mossa è stata percepita da Antognoni come un tentativo di acquietare le acque in extremis, senza aver prima affrontato le cause profonde del litigio. Il dirigente italo-americano, che ha investito risorse ingenti per riportare la Fiorentina ai massimi livelli, si trova ora a dover gestire una crisi di immagine non indifferente, con una leggenda del club che rifiuta di partecipare alla festa più importante dell'anno.

Nel frattempo, i preparativi per il Centenario proseguono, ma la mancanza del suo più illustre rappresentante rischia di trasformare quella che doveva essere una giornata di festa in un'occasione amara, carica di rimpianti per una storia d'amore che, a quanto pare, non ha trovato il lieto fine che tutti speravano.

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