Vaccino antinfluenzale, in Abruzzo e Lombardia si ampliano le opportunità per i fragili
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Redazione Salute
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Mentre i virus respiratori iniziano a circolare con maggiore intensità, segnale tipico dell’avvicinarsi del picco invernale, le strutture sanitarie di diverse regioni intensificano gli sforzi per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione. In provincia dell’Aquila, ad esempio, la campagna promossa dalla Asl 1 Abruzzo – avviata ormai da diverse settimane – sta registrando un’adesione incoraggiante tra gli ultrasessantacinquenni, con una percentuale che, secondo i dati più recenti, si attesta a quasi la metà degli aventi diritto. Un dato, questo, che assume un significato particolare se si considera come proprio gli over 65 costituiscano uno dei gruppi per cui l’influenza stagionale può comportare rischi di complicanze più serie, rendendo la copertura vaccinale un intervento di sanità pubblica prioritario e di fondamentale importanza.
Il caso dell'Aquila e l'appello ai genitori
Nella provincia abruzzese, dove le somministrazioni sono partite a metà ottobre, la risposta degli anziani è stata positiva, toccando un tasso di adesione prossimo al cinquanta per cento. I medici, tuttavia, pur riconoscendo il buon esito di questa prima fase rivolta agli anziani, rivolgono ora un appello alle famiglie affinché considerino con altrettanta attenzione la vaccinazione dei bambini, un’altra categoria per cui la profilassi annuale rappresenta una misura di prevenzione individuale e collettiva di notevole efficacia. L’invito dei camici bianchi, del resto, nasce dalla consapevolezza che un’ampia copertura in età pediatrica contribuisce a creare una barriera immunitaria in grado di rallentare la diffusione del virus nell’intera collettività, proteggendo indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono ricorrere al vaccino.
Gli slot serali e nel weekend in Lombardia
Parallelamente, in Lombardia, l’Asst Papa Giovanni XXIII ha organizzato una serie di sedute straordinarie gratuite presso le Case di Comunità di Borgo Palazzo, a Bergamo, e di Zogno, quest’ultima strategica per i residenti della Valle Brembana e delle aree limitrofe. Queste sessioni, che si terranno in orari serali e nel corso del sabato mattina, sono state pensate espressamente per venire incontro alle esigenze di quanti, per impegni lavorativi o altre incombenze quotidiane, faticano ad accedere ai servizi nelle fasce orarie convenzionali. L’iniziativa, che riguarda sia il vaccino antinfluenzale sia quello anti-pneumococco, richiede la prenotazione obbligatoria attraverso il portale regionale dedicato alla salute, uno strumento che cerca di razionalizzare gli accessi e di evitare assembramenti negli ambulatori.
L'importanza della prevenzione nelle fasce fragili
La decisione di potenziare l’offerta vaccinale in orari cosiddetti “comodi” risponde a una logica di prossimità e di facilitazione, nella speranza di incrementare ulteriormente le adesioni proprio tra gli adulti che lavorano e che spesso trascurano la prevenzione per sé stessi, pur essendo talvolta a contatto con persone anziane o fragili. L’obiettivo principale, come sottolineato dalle autorità sanitarie in più occasioni, rimane quello di ridurre l’impatto dell’influenza sui servizi ospedalieri, evitando che un picco di casi gravi metta sotto pressione i reparti di terapia intensiva, come purtroppo accaduto in alcune precedenti stagioni. La vaccinazione, in questo quadro, si conferma come uno degli strumenti più semplici ed economici a disposizione delle istituzioni per tutelare la salute pubblica, specialmente in un periodo in cui la circolazione di più agenti patogeni respiratori può confondere i sintomi e complicare le diagnosi.




