A Venezia la giunta di Stefani prende forma, ma la sanità è il nodo da sciogliere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con i conteggi ormai definitivi e l’attesa del formale via libera della Corte d’Appolo, che ne sancirà la proclamazione ufficiale, Alberto Stefani si appresta a guidare la Regione Veneto per il prossimo quinquennio. L’accordo siglato a livello nazionale dalla premier Giorgia Meloni, il quale assegna a Fratelli d’Italia la leadership della giunta, sarà rispettato, e già si delinea la squadra di governo con cinque assessori provenienti dalle file del partito di maggioranza relativa. Tra di loro, secondo quanto si apprende, figurerebbero i nomi di Rucco, Bond e Mantovan, a cui se ne aggiungeranno altri due, mentre le altre forze politiche che sostengono l’esecutivo regionale avranno le loro deleghe. Permane, tuttavia, una significativa incognita, rappresentata dalla titolarità di un portafoglio particolarmente delicato, quello della sanità, settore in cui, stando alle ricostruzioni, si registrerebbero delle scintille all’interno dello stesso partito di governo.

Il consiglio regionale, un puzzle da comporre

Parallelamente alla definizione della giunta, prende forma anche il complesso mosaico del Consiglio regionale, dove si dovranno assegnare diversi ruoli chiave. La prima questione riguarda la successione alla presidenza dell’assemblea, attualmente ricoperta da Roberto Ciambetti, e secondo alcune voci circolanti il nome di Luca Zaia sarebbe il principale candidato per quel seggio. Altri tasselli da sistemare sono i capigruppo, a cominciare da quello della Lega, che dovrà trovare un sostituto per Alberto Villanova, non rieletto, e da quelli di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico, dato che né Enoch SoranzoVanessa Camani sono riusciti a riconquistare un seggio in consiglio. Si ipotizza, inoltre, che il gruppo leghista potrebbe potenzialmente dividersi in due distinti emicicli, uno dei quali assumerebbe il nome dello stesso presidente Stefani.

I giovani e il voto, un successo per la campagna di Stefani

Dalle analisi di voto emerge un dato significativo sul fronte dell’affluenza e delle preferenze tra gli elettori più giovani. Come ha sottolineato un esponente della Lega, la campagna elettorale innovativa condotta da Alberto Stefani, la quale ha saputo affrontare con particolare attenzione una serie di tematiche sentite dalle nuove generazioni, è riuscita nell’intento di riavvicinare alle urne la fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni. I dati di un’analisi condotta da SWG confermerebbero questo trend, mostrando come i giovani non solo siano tornati a votare, ma lo abbiano fatto massicciamente per Stefani, arrivando a triplicare il consenso che, nella stessa fascia d’età, era stato ottenuto dal candidato del Partito Democratico Manildo in una precedente consultazione.

Le parole di Zaia sul proprio futuro

Sul proprio futuro politico, invece, Luca Zaia mantiene un profilo basso, coerentemente con il suo stile notoriamente cauto e riflessivo. Interpellato dai giornalisti dopo il risultato record di preferenze personali ottenute nelle elezioni regionali, l’uscente presidente della Regione Veneto non ha voluto sbilanciarsi, limitandosi a una risposta che egli stesso ha definito “un po' fatalista”. Ha dichiarato, infatti, che tutte le ipotesi circolate sul suo conto, dalle candidature a sindaco di Venezia o a ministro fino alla presidenza dell'Eni, sono possibilità che, qualora dovessero mai concretizzarsi, matureranno soltanto nel corso dei prossimi mesi, rimandando ogni decisione a un momento successivo.

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