L'ondata influenzale K colpisce 75mila persone in una settimana in Emilia-Romagna, vaccino gratis da gennaio
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Redazione Salute
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Mentre le sale d'aspetto dei medici di famiglia si riempiono e le farmacie registrano un picco nella vendita di antipiretici, l'Emilia-Romagna - una delle regioni più colpite - rende noti i numeri di una diffusione virale che, nonostante le previsioni, ha sorpreso per la sua precocità e intensità. Secondo i dati del sistema RespiVirNet, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, nel periodo tra il 15 e il 22 dicembre sono state stimate 75.631 persone colpite da sindromi respiratorie acute, il che equivale a un'incidenza settimanale di 19,39 casi ogni mille assistiti. Una curva epidemica in netta accelerazione, la quale, come confermato dalle autorità sanitarie regionali, segna una crescita più anticipata e costante rispetto alla stagione precedente, proiettandosi verso un picco che potrebbe sovrapporsi pienamente alle festività. La Regione, per fronteggiare questa pressione, ha già annunciato che, a partire dal primo gennaio, la vaccinazione antinfluenzale sarà offerta gratuitamente a tutta la popolazione, ampliando così la platea dei destinatari oltre le categorie tradizionalmente a rischio.
Il quadro nazionale e il dominio dell'H3N2
Il contesto emiliano-romagnolo riflette perfettamente una situazione nazionale in cui l'influenza, in particolare quella causata dal ceppo A H3N2 nella sua subclade K, ha già messo a letto milioni di italiani. Il rapporto RespiVirNet, che costituisce il termometro più affidabile della circolazione virale nel Paese, indica per la settimana dal 15 al 21 dicembre un'incidenza totale di 17,1 casi per mille assistiti, in aumento rispetto alla settimana precedente quando si attestava a 14,7. Un incremento che, sebbene atteso nel periodo pre-natalizio, conferma la rapidità di propagazione del virus. Stime aggregate parlano di circa sei milioni di contagi dall'inizio della stagione, con una punta di quasi un milione di nuovi casi nella sola settimana che ha preceduto il Natale, cifre che danno la misura di un'epidemia particolarmente aggressiva e diffusa.
Sintomi atipici e la circolazione mista di virus
Ciò che caratterizza questa ondata influenzale, oltre alla sua estensione numerica, è il profilo clinico con cui si presenta. Gli infettivologi, tra i quali Matteo Bassetti, segnalano infatti una frequenza insolita di sintomi gastrointestinali - come nausea, vomito e diarrea - che si associano al più classico corteo di febbre alta, tosse, dolori muscolari e mal di gola. Una variante, quella K, che "colpisce anche la pancia", come hanno osservato i medici negli ospedali italiani analizzando i casi clinici. A complicare ulteriormente il quadro, tuttavia, non c'è solo l'influenza: a circolare è un mix di agenti patogeni respiratori che include, seppur in misura minore, il virus respiratorio sinciziale - particolarmente temuto per i bambini molto piccoli - e diverse varianti del Sars-CoV-2, le cui dinamiche di diffusione procedono ormai in parallelo a quelle dell'influenza stagionale.
La risposta delle istituzioni sanitarie
Di fronte a questo scenario, la risposta delle istituzioni si articola su due fronti principali: la sorveglianza epidemiologica continua e la promozione degli strumenti di prevenzione. Il sistema RespiVirNet, integrato e capillare, consente di monitorare in tempo quasi reale l'evoluzione della curva dei contagi, fornendo quegli elementi indispensabili per calibrare gli interventi sul territorio. La vaccinazione, definita senza mezzi termini l'arma migliore a disposizione, rimane il pilastro centrale della strategia di contrasto. L'allargamento della gratuità del vaccino a tutta la popolazione in regioni come l'Emilia-Romagna rappresenta una misura significativa, volta a contenere l'impatto sui servizi sanitari e a proteggere fasce più ampie di cittadini in un momento di circolazione virale particolarmente intensa, la cui fine non appare imminente.




