Sinner e Alcaraz, due destini opposti a un passo dagli Us Open: il numero uno è già a caccia del bis, lo spagnolo è fermo ai box
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Redazione Sport
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Il mondo del tennis, si sa, è un luogo dove le gerarchie si riscrivono in fretta, talvolta con una velocità che lascia senza fiato. Eppure, il dettaglio che più di ogni classifica racconta quanto sia cambiato il panorama in pochi mesi è la differente condizione fisica e mentale con cui i due uomini che hanno letteralmente riscritto la geografia del circuito si stanno avvicinando all’ultimo Slam della stagione.
Da una parte c’è Jannik Sinner, l’italiano che ha conquistato il suo primo titolo del Grande Slam proprio a Melbourne all’inizio dell’anno, il quale si sta preparando con la consueta metodicità, quasi maniacale, per difendere il titolo agli Us Open; dall’altra, invece, c’è il suo grande rivale, Carlos Alcaraz, il fenomeno spagnolo che, suo malgrado, è costretto a guardare gli altri correre mentre lui cerca disperatamente di recuperare da un infortunio al polso che si sta rivelando più ostico del previsto.
La marcia di avvicinamento di Sinner: il lavoro silenzioso di Montecarlo
Jannik Sinner, come ormai sua abitudine, ha scelto la tranquillità del Principato per affinare i dettagli in vista del duro impegno che lo attende. È a Montecarlo, in quel contesto di lusso e riservatezza che tanto si sposa con la sua indole, che l’altoatesino sta lavorando senza sosta, sudando e misurando ogni singolo passo della sua preparazione.
L’attenzione, in queste settimane, si è concentrata in particolare sul ginocchio destro, quel fastidio che aveva acceso qualche preoccupazione tra i suoi fan e che è stato costantemente controllato, curato e seguito dallo staff medico con la massima attenzione. Gli allenamenti, a quanto si apprende, procedono ad alta intensità e Sinner sembra intenzionato a presentarsi al via degli Us Open nella migliore forma possibile. Domani, infatti, è prevista la partenza per Cincinnati, dove il Masters 1000 dell’Ohio rappresenterà l’ultimo banco di prova prima del grande appuntamento di New York.
L’obiettivo è chiaro: arrivare a Flushing Meadows con il giusto rodaggio e la giusta fiducia per tentare il colpo del bis, un’impresa che nessun italiano è mai riuscito a compiere nell’era Open.
L’incubo di Alcaraz: il polso tiene banco e i pronostici si fanno cupi
Se il cielo è sereno sul fronte Sinner, lo stesso non si può dire per quanto riguarda Carlos Alcaraz. Il numero due del mondo è ai box ormai da diversi mesi, fermo da aprile per quel problema al polso destro accusato durante il torneo di Barcellona, un infortunio che si è rivelato un autentico incubo. Lo spagnolo, infatti, ha già dovuto rinunciare a due appuntamenti fondamentali come il Roland Garros e Wimbledon, perdendo l’occasione di difendere il titolo londinese.
Nelle ultime ore, a gettare ulteriore benzina sul fuoco, è arrivato l’ufficialissimo forfait per il Masters 1000 di Cincinnati, un’assenza che ha scatenato un’ondata di preoccupazione tra i suoi tifosi e che ha aperto scenari decisamente pessimisti riguardo la sua partecipazione allo Us Open.
A dipingere un quadro particolarmente cupo ci ha pensato Greg Rusedski, l’ex numero quattro del mondo che, nel suo podcast "Off Court with Greg Rusedski", ha analizzato la situazione senza mezzi termini. Secondo Rusedski, il ritorno in campo di Carlitos sarebbe destinato a slittare ulteriormente e l’idea di vederlo al via dello Slam newyorkese sarebbe ormai da considerarsi fuori discussione. Le parole dell’ex tennista britannico pesano come un macigno, soprattutto se considerate alla luce di quanto accaduto ad altri giocatori con infortuni simili.
Si aggiunge, inoltre, il monito di un altro ex giocatore del calibro di Andy Murray, il quale ha recentemente avvertito Alcaraz che gli infortuni al polso sono tra i più difficili da superare per un tennista, richiedendo tempi di recupero lunghi e un ritorno graduale per evitare ricadute.
L’incertezza sul futuro: wild card e scenari alternativi
In questo clima di grande incertezza, l’ipotesi di un rientro immediato di Carlos Alcaraz si sta facendo sempre più remota. Sebbene al momento resti in piedi, almeno sulla carta, la possibilità di una wild card per il torneo di Winston-Salem, che si disputa la settimana prima degli Us Open, l’obiettivo più realistico sembra essere quello di un rientro diretto a New York, anche se, ascoltando i pronostici degli addetti ai lavori, le probabilità che ciò accada sono sempre più basse.
Tutto lascia pensare che il problema fisico dello spagnolo sia molto più serio del previsto e che la sua assenza dal circuito si protrarrà ancora per diverse settimane. Per il momento, il mondo del tennis resta in attesa di notizie ufficiali dal suo entourage, ma il silenzio che avvolge le sue condizioni non fa che alimentare le preoccupazioni di chi vede in Alcaraz uno dei pochi atleti in grado di reggere il confronto con il momento d’oro di Jannik Sinner.
Il confronto impietoso tra i due fenomeni
Il contrasto tra le due situazioni è a dir poco impietoso. Mentre Sinner, forte della sua giovane età e di una preparazione atletica quasi perfetta, si appresta a vivere la parte più calda della stagione con la serenità di chi ha già dimostrato di poter vincere i tornei più importanti, Alcaraz si trova a dover fare i conti con un fisico che, per la seconda volta in pochi anni, lo tradisce nel momento cruciale. Le due stelle che dovevano dominare il tennis dei prossimi dieci anni si trovano ora su due binari paralleli ma destinati a non incontrarsi, almeno per il momento.
L’altoatesino, dopo la vittoria a Melbourne, ha acquisito una consapevolezza dei propri mezzi che lo rende un avversario temibile su ogni superficie, mentre lo spagnolo, costretto a guardare dalla televisione i suoi rivali sollevare i trofei più prestigiosi, sta vivendo una delle prove più dure della sua giovane carriera.
Il destino, ironico, vuole che proprio a Melbourne, dove Sinner ha alzato il primo trofeo dello Slam, avesse avuto inizio la parabola ascendente del numero uno italiano, mentre per Alcaraz il problema al polso di Barcellona ha segnato l’inizio di un calvario che rischia di compromettere l’intera stagione.
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