Spence all'Inter, adesso l'assalto a un altro inglese

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La regola aurea del mercato estivo imporrebbe che chi non ha vinto cerchi di attrezzarsi per colmare il più possibile la distanza con i campioni. Nelle contingenze attuali, tuttavia, comanda la convenienza, più dell'ambizione: si fa quel che si può, insomma. E magari è pure tanto, come nel caso del Milan o della Juve che spendono decine di milioni per il centravanti (Gonçalo Ramos e Kolo Muani). Solo che potrebbe non bastare, perché la distanza è tanta, forse troppa.

Inter, una marcia in più

La società nerazzurra, forte della vittoria dello scorso campionato e di una solidità economica che le consente di programmare senza affanni, ha imboccato una strada che sembra tracciata con precisione: alzare il livello fisico e tecnico della rosa attingendo dal mercato inglese. Non si tratta di un caso, ma di una strategia che mira a replicare quegli standard di intensità e velocità che spesso fanno la differenza nelle competizioni internazionali.

L'ultimo arrivo, quello di Djed Spence, rappresenta un tassello importante per la fascia destra, un giocatore giovane ma con già esperienza nella Premier League, capace di garantire spinta e copertura. Ebbene, a questo punto l'operazione non sembra isolata: l'Inter, stando alle ultime indiscrezioni, avrebbe messo nel mirino un altro profilo proveniente dalla massima serie inglese.

Inter, tris di inglesi: Curtis Jones dopo John Stones e Djed Spence?

Il nome nuovo, che circola con insistenza negli ambienti vicini alla dirigenza, è quello del centrocampista del Liverpool, Curtis Jones. Giocatore dal fisico possente e con una buona visione di gioco, Jones sarebbe il profilo ideale per dare ulteriore sostanza alla mediana nerazzurra, già ricca di interpreti ma bisognosa di ricambi all'altezza per affrontare la lunga stagione. L'affare, tuttavia, si scontra con una questione normativa non da poco, legata alle restrizioni sugli extracomunitari introdotte dopo la Brexit.

Come funziona, esattamente, la regola che potrebbe frenare l'assalto nerazzurro? In Italia, il tesseramento di calciatori provenienti da paesi extra UE è soggetto a un limite annuo: le società possono acquistare un numero massimo di giocatori non comunitari, e la normativa si è fatta più stringente proprio dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

Di fatto, un calciatore inglese è ora considerato extracomunitario a tutti gli effetti, e questo vincolo potrebbe rappresentare un ostacolo notevole per l'Inter, che ha già concluso l'operazione Spence e sta trattando con il Manchester City per John Stones. Acquistare tre calciatori inglesi nella stessa sessione di mercato sarebbe operativamente molto complesso, se non impossibile, senza liberare altrettanti posti per giocatori comunitari attualmente in rosa.

Come funziona la regola sui calciatori extracomunitari e dal Regno Unito dopo la Brexit

La situazione, dal punto di vista contabile e amministrativo, impone un'attenta valutazione. La normativa italiana, che regola il numero di extracomunitari acquistabili in una finestra di mercato, non è una semplice formalità: per ogni acquisto di un giocatore non comunitario, la società deve avere un posto disponibile, che si crea soltanto quando un altro extracomunitario lascia il club o viene ceduto all'estero.

Con Spence già ingaggiato e Stones che rappresenterebbe un investimento di peso per la difesa, l'arrivo di Jones diventerebbe l'operazione di troppo, a meno di non prevedere una cessione eccellente. Il direttore sportivo Piero Ausilio, noto per la sua abilità nel destreggiarsi tra le pieghe del regolamento, sta probabilmente studiando le possibili contromosse: valutare lo status dei calciatori nerazzurri con passaporti comunitari o la possibilità di spostare qualche pedina in uscita.

La partita, insomma, è aperta e si gioca su più tavoli, dove l'abilità nel negoziare e la conoscenza delle leggi federali contano tanto quanto le qualità tecniche dei calciatori. Mentre le altre big italiane inseguono, l'Inter prova ad allungare il passo, consapevole che il distacco accumulato in classifica può essere aumentato anche con operazioni mirate e intelligenti.

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