Google Maps, il più grande aggiornamento del decennio: arriva la navigazione immersiva con l’intelligenza artificiale Gemini

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’applicazione che negli ultimi vent’anni ha radicalmente modificato le nostre abitudini, rivoluzionando il modo in cui ci spostiamo, pianifichiamo un viaggio o semplicemente cerchiamo un ristorante, si prepara a vivere quella che gli stessi ingegneri di Mountain View hanno definito la sua evoluzione più significativa dall’ultimo decennio. L’aggiornamento, distribuito a partire da oggi, tredici marzo, non si limita a ritoccare l’interfaccia o a correggere bug minori, ma introduce un cambio di paradigma profondo, integrando l’intelligenza artificiale generativa Gemini direttamente nel cuore del navigatore. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato trasformare l’esperienza di guida in qualcosa di più intuitivo e realistico grazie a una nuova visualizzazione tridimensionale, dall’altro rendere l’interazione con la mappa fluida e conversazionale, quasi come ci si rivolgesse a un assistente di viaggio personale e competente. Non si tratta più, quindi, di un semplice strumento passivo che calcola il tragitto dal punto A al punto B, ma di un sistema proattivo capace di interpretare domande complesse e di restituire informazioni contestuali, attingendo a un database immenso e in continua evoluzione.

Chiedi a Maps, quando la ricerca diventa una conversazione con Gemini

La novità forse più dirompente, sulla quale Google punta molto per ridefinire l’utilità quotidiana dell’app, risiede in una funzione battezzata Ask Maps, che nei test in lingua italiana viene presentata come “Chiedi a Maps”. Fino a ieri, per trovare, che so, un ristorante vegetariano aperto fino a tardi e con un giardino, l’utente era costretto a incrociare manualmente filtri e recensioni, perdendo tempo prezioso. Oggi, invece, grazie all’integrazione del modello linguistico Gemini, è sufficiente digitare o pronunciare una richiesta in linguaggio naturale, anche piuttosto articolata, per ottenere una risposta strutturata e pertinente. L’assistente non si limita a suggerire un indirizzo, ma è in grado di processare variabili come la posizione attuale, gli orari, le preferenze personali desunte dalle ricerche passate o dai luoghi salvati in precedenza, e persino le recensioni di quella sterminata comunità di oltre cinquecento milioni di contributori che alimentano la piattaforma. Si può chiedere, per esempio, un itinerario di più giorni che includa tappe panoramiche, suggerimenti su sentieri nascosti o indicazioni su dove sia possibile parcheggiare senza incorrere in divieti, il tutto con un livello di dettaglio e personalizzazione che fino a ieri era impensabile per un’applicazione di mappe. Le potenzialità, in termini di pianificazione di una gita fuori porta o di un weekend lungo, appaiono evidenti e segnano il passaggio definitivo a un’interazione più umana e meno meccanica con la tecnologia.

Navigazione immersiva, la guida diventa tridimensionale e realistica

Parallelamente alle nuove capacità conversazionali, l’aggiornamento rivoluziona l’estetica e la funzionalità della navigazione passo dopo passo con l’introduzione della cosiddetta “navigazione immersiva”. Chi ha provato la funzione, già attiva in mercati come Stati Uniti e India, racconta di un’esperienza visiva che fonde le immagini di Street View con una ricostruzione tridimensionale del paesaggio urbano ed extraurbano. Scompare la mappa piatta e bidimensionale a cui eravamo abituati, sostituita da una rappresentazione realistica che include edifici, cavalcavia, la vegetazione ai lati della strada e persino l’andamento del terreno. Durante la guida, lo schermo mostra con precisione chirurgica le corsie da occupare, la posizione esatta dei semafori e degli attraversamenti pedonali, il tutto accompagnato da una guida vocale dal timbro più naturale, che avvisa con largo anticipo di una svolta complessa o di un cambio di carreggiata imminente. Gli zoom intelligenti, come li chiamano a Mountain View, e gli edifici che diventano trasparenti consentono di gettare lo sguardo oltre gli ostacoli visivi, visualizzando il percorso anche quando è momentaneamente nascosto da un grattacielo, un’innovazione che mira a ridurre l’ansia da prestazione, specialmente quando ci si trova in contesti metropolitani complessi e sconosciuti.

Percorsi alternativi e il problema millenario del parcheggio

Tra le funzionalità pratiche che arricchiscono questo maxi-aggiornamento, ce ne sono alcune pensate per venire incontro a due delle sfide quotidiane più comuni per chi si mette al volante, in particolare nel caotico scenario delle grandi città italiane come Roma o Milano. La prima riguarda la gestione dei percorsi alternativi: l’app, che elabora qualcosa come cinque milioni di aggiornamenti sul traffico ogni secondo, ora non si limita a proporre un’alternativa più veloce in caso di incidente o ingorgo, ma spiega all’automobilista i pro e i contro di ogni opzione. Ti informerà, per esempio, che esiste un percorso più scorrevole ma che allungherebbe di dieci minuti i tempi di percorrenza, o al contrario una strada più breve ma soggetta a pedaggio, lasciando alla persona alla guida la scelta consapevole su come bilanciare il proprio tempo e il proprio stress. La seconda novità, destinata a far discutere i residenti dei centri urbani, è quella relativa alla sosta. Google Maps, infatti, non si limiterà più a condurre l’utente nelle vicinanze di un’area di parcheggio, ma cercherà di fornire indicazioni, basate su dati storici e in tempo reale, sulla probabilità di trovare stalli liberi e, in alcuni casi, suggerirà direttamente dove parcheggiare nelle vicinanze della destinazione finale, mostrando anche l’ingresso pedonale più comodo per raggiungerla. Si tratta di un assistente, insomma, che cerca di prendere per mano l’utente dall’inizio alla fine del viaggio, rispondendo a domande, mostrandogli la strada in 3D e, infine, aiutandolo a risolvere l’annoso dilemma del dove lasciare l’auto una volta giunto a destinazione.

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