Gp del Belgio, incidente e penalità per Hamilton: Russell si ritira, poi l’impatto col meccanico in pit-lane
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Redazione Sport
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Il Gran Premio del Belgio, appuntamento clou della stagione di Formula 1, ha offerto sin dai primi istanti un copione ricco di tensione e colpi di scena, con un avvio di gara che ha ridisegnato le gerarchie in pista e acceso i riflettori su un episodio destinato a lasciare il segno. La domenica di Spa-Francorchamps, famosa per la sua imprevedibilità e per le sfide tecniche che propone ai piloti, non ha tradito le attese, regalando un susseguirsi di emozioni che hanno coinvolto direttamente i protagonisti della lotta per il titolo mondiale.
La prima tornata di giri è stata caratterizzata da una serie di duelli serrati, con le traiettorie che si incrociavano in ogni curva e i piloti costretti a valutare rischi e opportunità in frazioni di secondo, in un contesto di aderenza ancora precaria e gruppi di vetture estremamente compatti.
Andrea Kimi Antonelli, scattato dalla pole position, ha gestito con autorità il proprio vantaggio, cercando di imporre il proprio ritmo fin dalle prime battute mentre alle sue spalle si consumava una vera e propria battaglia per le posizioni di vertice.
Charles Leclerc, con una manovra da manuale del pilota, ha sfruttato al meglio le proprie chance per guadagnare terreno, inserendosi con decisione nella scia delle vetture che lo precedevano e piazzando un sorpasso che lo ha proiettato al secondo posto, alle spalle del leader della corsa. Ma è stato poco dopo che l'attenzione si è concentrata su un incidente che avrebbe condizionato pesantemente la corsa e gli equilibri del campionato, coinvolgendo due piloti di primissimo piano, Lewis Hamilton e George Russell, e mettendo a dura prova la gestione della gara da parte della direzione corse.
La collisione alla curva Les Combes
La bagarre iniziale ha raggiunto il suo apice in prossimità della curva Les Combes, il celebre complesso di curve situato al termine del lungo rettilineo del Kemmel, uno dei punti più emblematici e insidiosi dell'intero calendario. In quella zona, George Russell, partito dalla terza casella, stava cercando di difendere la propria posizione da un attacco di Lewis Hamilton, che con la sua Ferrari numero 44 si era portato all'interno per tentare il sorpasso.
Russell, a sua volta, aveva perso alcune posizioni nel corso del rettilineo a causa di un evidente deficit di velocità pura della sua Mercedes, fattore che lo aveva esposto all'attacco degli avversari e che, come avrebbe dichiarato in seguito, aveva reso l'incidente quasi inevitabile. I due piloti britannici si sono ritrovati affiancati in ingresso alla curva, con le vetture che hanno viaggiato parallele per un breve tratto prima che il contatto diventasse fisico.
La dinamica dell'incidente ha visto Hamilton, in fase di inserimento in curva, perdere improvvisamente aderenza con l'avantreno, un fenomeno noto come sottosterzo, che ha causato l'allargamento della traiettoria della sua vettura.
Nonostante il tentativo del sette volte campione del mondo di correggere la traiettoria agendo sullo sterzo, il muso della sua monoposto è entrato in contatto con la ruota posteriore destra della Mercedes di Russell, un impatto sufficiente a mandare in testacoda il rivale e a scaraventarlo fuori pista, finendo con la vettura immobilizzata nella ghiaia.
Per Russell, costretto ad alzare le mani in un gesto d'incredulità prima di abbandonare l'abitacolo, la gara si è conclusa istantaneamente, un duro colpo per le sue ambizioni iridate in un momento cruciale della stagione.
La reazione dei commissari e il verdetto della FIA
L'impatto ha reso necessario l'immediato intervento della vettura di sicurezza, che ha neutralizzato la gara per consentire la rimozione della vettura incidentata e il ripristino delle condizioni di sicurezza, influenzando le strategie di molti piloti che ne hanno approfittato per effettuare il cambio gomme. Nel frattempo, la direzione gara ha aperto un'indagine per determinare le responsabilità del contatto, ascoltando le dichiarazioni dei piloti e analizzando le immagini delle telecamere a bordo.
Le prime parole di Russell, a caldo, sembravano scagionare Hamilton, definendo l'accaduto come un "normale incidente di gara" e attribuendo la colpa principale alla mancanza di velocità sul dritto della sua vettura, che lo aveva messo in una posizione di svantaggio. Tuttavia, i commissari sportivi, composti da un collegio internazionale, hanno valutato diversamente l'episodio, ritenendo Hamilton il principale responsabile della collisione.
Nel comunicato ufficiale, i commissari hanno spiegato che Russell, avendo acquisito una sovrapposizione sufficiente all'esterno, aveva diritto a essere lasciato nello spazio di gara. La decisione ha sottolineato come l'incidente sia stato causato dall'incapacità di Hamilton di mantenere una separazione adeguata, pur riconoscendo diverse circostanze attenuanti a suo favore.
La perdita di aderenza è stata considerata un fattore accidentale, non attribuibile a una manovra deliberata o aggressiva, e la fase di gara (il primo giro) ha giustificato una riduzione della penalità. Di conseguenza, gli è stata inflitta una penalità di cinque secondi, da scontare durante un pit stop, una sanzione che, sebbene non ne abbia compromesso la gara, ha rappresentato un ulteriore elemento di complessità nella sua corsa.
L'incidente ai box con il meccanico
La giornata di Hamilton, già complicata dal contatto con il suo ex compagno di squadra e dalla relativa penalità, ha conosciuto un ulteriore, e inaspettato, capitolo durante la sua sosta ai box, che ha rischiato di trasformare una gara difficile in un vero e proprio disastro. Mentre il sette volte campione del mondo stava effettuando il proprio cambio gomme e scontando i cinque secondi di penalità, il semaforo alla fine della corsia dei box ha dato il via libera alla partenza.
Nell'accelerare per rientrare in pista, Hamilton ha urtato con il pneumatico anteriore destro uno dei meccanici del suo team, che stava ancora operando nei pressi della vettura e che non si era completamente allontanato. L'impatto, seppur non grave, è stato sufficiente a far sobbalzare il membro del team e a creare un momento di grande apprensione nel box.
Immediatamente, la radio del pilota ha trasmesso la sua preoccupazione, con Hamilton che chiedeva conferma delle condizioni di salute del meccanico, mentre dal muro box lo rassicuravano che non si erano verificati infortuni di rilievo. L'episodio, classificabile come una partenza potenzialmente pericolosa, non è passato inosservato alla direzione gara, che ha annunciato l'apertura di un'indagine per accertare le eventuali responsabilità, un'inchiesta che si è aggiunta ai già numerosi spunti di discussione offerti da questa tappa belga.
Nonostante i due inconvenienti, Hamilton è riuscito a concludere la corsa, ma la sua prestazione è stata inevitabilmente condizionata da una giornata che, sotto molti aspetti, è stata da dimenticare per il pilota della Ferrari.




