La notte magica di Valverde stende il City, il Psg travolge il Chelsea
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Redazione Sport
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L’uruguaiano firma una tripletta nel primo tempo e regala al Real Madrid un netto 3-0 contro il Manchester City nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Al Parco dei Principi, invece, va in scena un altro spettacolo: i detentori del trofeo battono il Chelsea 5-2 con una doppietta a sorpresa di Kvaratskhelia, entrato dalla panchina, mentre il Bodo/Glimt continua a stupire l’Europa vincendo 3-0 contro lo Sporting Lisbona.
La sfida del Santiago Bernabeu, un classico del calcio europeo moderno, si è trasformata in un veicolo per l’ennesima dimostrazione di forza del Real Madrid, capace di colpire letalmente nei momenti decisivi nonostante un approccio alla gara non certo dominante. Per i primi venti minuti, la formazione di Pep Guardiola aveva infatti fatto filtrare più di un segnale positivo, con Jeremy Doku particolarmente attivo sulla sinistra e in grado di confezionare più di un traversone insidioso nell’area di Thibaut Courtois. Tuttavia, al ventiduesimo minuto, un rinvio lungo del portiere belga ha innescato l’azione del vantaggio: Federico Valverde, con una progressione potente, ha superato Nico O'Reilly e scavalcato l'uscita di Gianluigi Donnarumma, depositando la palla in rete. Quella rete, forse non irresistibile per l'estremo difensore italiano, ha aperto le porte a una prestazione maiuscola del capitano dei Blancos. Sette minuti più tardi, il raddoppio è arrivato con un diagonale mancino preciso e implacabile, mentre al quarantaduesimo minuto Valverde ha completato la sua tripletta personale con un gesto tecnico di rara bellezza, un sombrero ai danni di Marc Guehi seguito da una conclusione al volo che ha nuovamente battuto Donnarumma.
Nella ripresa, complice anche il vantaggio rassicurante, il Real ha amministrato con intelligenza, sfiorando addirittura il poker con Brahim Diaz, ma il protagonista in negativo per i Citizens è stato ancora Donnarumma, che ha prima atterrato Vinicius Junior in area e poi si è fatto parare il conseguente calcio di rigore dal brasiliano, evitando un passivo ancora più pesante. Guardiola, nel post-partita, ha provato a trattenere un cauto ottimismo, pur nella consapevolezza della serata storta: “Non è andata poi così male”, ha commentato l’allenatore catalano, cercando di difendere la prestazione dei suoi al netto di un risultato che complica in modo quasi definitivo il cammino europeo. Una sfida, quella del ritorno all'Etihad Stadium, che si preannuncia come una missione impossibile, anche se nel calcio non si può mai spegnere del tutto la fiamma della speranza.
Pioggia di gol a Parigi, capolavoro Kvaratskhelia
Se a Madrid ha regnato la legge dell'equilibrio spezzato dai lampi del singolo, al Parco dei Principi si è assistito a una vera e propria giostra di emozioni, con il Paris Saint-Germain che ha ipotecato la qualificazione ai quarti travolgendo il Chelsea per 5. I campioni in carica, reduci da un avvio di anno non esaltante, hanno rispostato sul più bello, mostrando una potenza di fuoco offensiva semplicemente devastante. La partita sembrava incanalata su binari ben precisi già dopo dieci minuti, con Bradley Barcola che, sugli sviluppi di una mischia in area, ha insaccato sotto la traversa per l'1. Il Chelsea, però, non si è scomposto e ha trovato il pareggio con Malo Gusto, abile a sfruttare un inserimento e battere Matvei Safonov. Lo scambio di colpi è proseguito con Ousmane Dembélé, che ha riportato avanti i suoi poco prima dell'intervallo con una conclusione chirurgica, salvo poi essere ripreso a inizio ripresa da Enzo Fernandez, abile a ribadire in rete dopo una mischia.
A quel punto, Luis Enrique ha deciso di giocarsi la carta Khvicha Kvaratskhelia, inserito al posto di un opaco Désiré Doué. Una mossa che si è rivelata decisiva: il georgiano ha letteralmente cambiato l'inerzia del match, prima confezionando l'assist per il lob di Vitinha che ha riportato in vantaggio il Psg, poi siglando una doppietta personale di rara bellezza. Il primo gol, una conclusione a giro dal limite che si è infilata all'incrocio, è valsa da sola il prezzo del biglietto; il secondo, un tap-in facile facile allo scadere, ha certificato il tracollo dei londinesi, costretti ora a inseguire un passivo pesantissimo in vista del ritorno a Stamford Bridge. Una serata da dimenticare per Filip Jorgensen, autore di un errore banale in fase di impostazione che ha spianato la strada al 4-2, e per tutta la retroguardia di Liam Rosenior, incapace di arginare la furia offensiva parigina nel quarto d'ora finale.
Il Bodo/Glimt non si ferma più, lo Sporting travolto
Nel panorama delle grandi favorite, continua a ritagliarsi uno spazio da assoluta protagonista il Bodo/Glimt, la squadra norvegese che sta vivendo un sogno a occhi aperti in questa edizione della Champions League. Di fronte al pubblico amico dell'Aspmyra Stadion, la formazione di Kjetil Knutsen ha superato con un netto 3-0 lo Sporting Lisbona, confermando un ruolino di marcia impressionante contro avversari sulla carta ben più attrezzati. La sfida, giocata sul sintetico del piccolo impianto norvegese, ha visto i padroni di casa sbloccare il risultato al trentaduesimo con un calcio di rigore trasformato da Sondre Brunstad Fet, per poi raddoppiare in pieno recupero del primo tempo con Ole Blomberg, abile a insaccare da pochi passi. Nella ripresa, Kasper Høgh ha chiuso i conti al settantunesimo, capitalizzando un cross teso di Jens Petter Hauge e siglando il suo quinto gol nelle ultime cinque uscite europee. Una vittoria che profuma di impresa, frutto di un collettivo solido e di una mentalità che ha già fatto stropicciare gli occhi agli appassionati di mezza Europa. I lusitani, privi del loro ex tecnico Rúben Amorim passato sulla panchina del Liverpool, dovranno compiere una rimonta proibitiva al José Alvalade per sperare di ribaltare il risultato.




